Sinistra Italiana-Avs sollecita il sindaco Italia: «L’Inda non è affare di pochi»
La federazione di Siracusa chiede al primo cittadino di intervenire come presidente della Fondazione Inda e avviare una riflessione sul futuro dell'istituto
«L’Inda non è affare di pochi ma dell’intera città. Al sindaco Italia chiediamo di intervenire, per rispetto verso la città e per assolvere al ruolo di presidente della fondazione Inda». Così si apre la nota stampa diffusa dalla federazione di Siracusa di Sinistra Italiana-Avs, che chiede un intervento del primo cittadino sulla vicenda legata all’Istituto Nazionale del Dramma Antico.
Secondo la federazione, «non è più tollerabile il silenzio del primo cittadino su una vicenda come quella dell’Inda, che va assumendo il carattere di una querelle istituzionale di interesse nazionale». Nel comunicato l’Inda viene definito «il fiore all’occhiello della città di Siracusa e un presidio culturale di grandissimo valore del nostro paese», e come tale meritevole di attenzione.
La posizione è stata illustrata durante un incontro promosso dalla federazione, tenutosi ieri, che si è aperto con l’introduzione del professore Franzo Bruno e la relazione del professore Paolo Randazzo. I loro interventi hanno offerto spunti per una discussione definita «ricca e puntuale», alla quale hanno contribuito numerosi partecipanti.
Tra i temi emersi dalla discussione la federazione indica la necessità di «definizione dei ruoli e delle responsabilità all’interno degli organismi dell’istituto, attraverso le modifiche di uno Statuto ormai superato», e l’urgenza di «formulare un’offerta culturale che raccolga la sfida di produrre cultura 12 mesi l’anno e non soltanto nel periodo delle rappresentazioni classiche».
Il segretario provinciale del partito, Seby Zappulla, ha concluso affermando che Sinistra Italiana-Avs intende «rimanere fino al chiarimento di una vicenda che rischia di comprometterne la funzione». Il partito annuncia che continuerà a sollecitare l’intervento del sindaco e delle altre figure preposte «fino a quando la città non otterrà le giuste e doverose risposte».