Siracusa · 07 Settembre 2026

Crisi idrica, ANAFePC ricorre dopo il silenzio di 19 Comuni: tra i citati anche Siracusa

Scaduto il termine per l'accesso civico, l'associazione chiede l'intervento della Regione, segnala ANAC e deposita un esposto alla Corte dei Conti

Crisi idrica, ANAFePC ricorre dopo il silenzio di 19 Comuni: tra i citati anche Siracusa

È scaduto il termine di trenta giorni previsto per l’operazione trasparenza promossa dall’Accademia Nazionale per l’Alfa Formazione e Promozione della Cultura, del Lavoro e del Sociale (ANAFePC) sulla crisi idrica in Sicilia. Di fronte al silenzio di molte amministrazioni locali, l’associazione ha deciso di adire le vie legali a tutela dei cittadini.

Secondo quanto indicato dall’ANAFePC — il cui presidente è Calogero Coniglio — l’istanza inviata ai sensi dell’articolo 5 del Decreto Legislativo 33 del 2013 concernente il diritto di accesso civico mirava a ottenere dati sulle perdite delle condotte, sul rendiconto e lo stato dei cantieri finanziati con fondi straordinari e Pnrr dell’ultimo quinquennio, e sui criteri adottati per le turnazioni idriche che, in diversi casi, comportano distacchi prolungati fino a venti giorni.

La richiesta era stata inoltrata a ventuno Comuni distribuiti tra le province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Palermo, Catania e Siracusa. Solo Piazza Armerina e Caltanissetta hanno risposto; per i restanti diciannove enti l’associazione ha depositato un ricorso all’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali chiedendo l’attivazione dei poteri sostitutivi e un commissariamento ispettivo. I Comuni elencati come inadempienti sono: Agrigento, Licata, Termini Imerese, Caltagirone, Enna, Gela, Sciacca, Racalmuto, Canicattì, Favara, Palma di Montechiaro, Naro, Cammarata, San Cataldo, Niscemi, Barrafranca, Siracusa, Cefalà Diana e Misterbianco.

Contestualmente l’associazione ha inviato formali segnalazioni all’ANAC per presunte violazioni degli obblighi di trasparenza e ha presentato un esposto alla Procura della Corte dei Conti, ai sensi della Legge 20 del 1994, per verificare la corretta gestione contabile dei finanziamenti destinati alle infrastrutture idriche e per scongiurare il rischio di perdita di tali finanziamenti.

Il Vice Presidente di ANAFePC, Maurizio Cirgnotta, ha richiamato l’attenzione su esempi positivi di trasparenza come Piazza Armerina e Caltanissetta, osservando come la maggior parte delle altre amministrazioni abbia mantenuto un atteggiamento di “inerzia ingiustificabile”.

Il team legale dell’associazione sta inoltre completando i riscontri giurisprudenziali per valutare la legittimità delle interruzioni prolungate rispetto alla tutela del minimo vitale d’acqua. ANAFePC ha chiesto la convocazione di consigli comunali aperti nei Comuni interessati: a Licata la convocazione non è stata possibile per criticità interne, mentre ad Agrigento la seduta si è svolta il 27 agosto 2026, quando l’associazione ha presentato tre mozioni d’indirizzo.

Tutta la documentazione raccolta dall’ANAFePC è stata messa a disposizione delle autorità competenti con l’auspicio, espresso dall’associazione, di giungere a soluzioni strutturali e definitive per l’approvvigionamento idrico dell’isola.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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