Siracusa 2033: la candidatura si allarga al Sud Est, primo incontro operativo a Palazzo Vermexio
Sindaci e rappresentanti dei territori del Siracusano e del Ragusano si sono confrontati sulle opportunità di una rete territoriale e su ricadute oltre la sola città candidata
Il 7 settembre 2026, nel Salone Borsellino di Palazzo Vermexio, amministratori e rappresentanti dei territori del Sud Est siciliano si sono incontrati per avviare un percorso condiviso intorno alla candidatura di Siracusa a Capitale europea della Cultura 2033. L’appuntamento aveva lo scopo di illustrare il percorso della candidatura e valutare le ricadute sul territorio oltre la sola città candidata.
Alla riunione hanno partecipato diversi sindaci della provincia di Siracusa e numerosi rappresentanti dei comuni del Ragusano. Era presente anche un rappresentante di Militello Val di Catania, a conferma della volontà di estendere il confronto oltre i confini provinciali. Dal territorio ragusano, secondo quanto riferito, erano presenti delegazioni di Ragusa, Modica, Scicli, Pozzallo e Vittoria.
Giovanni Cafeo, presidente della Fondazione Siracusa Capitale della Cultura 2033, ha sottolineato l’importanza di «sentire il più possibile, fare rete per dare ancora più solidità a questa candidatura», evidenziando che l’organizzazione in area vasta potrebbe rafforzare sia il territorio sia il dossier di candidatura. Per Cafeo l’obiettivo non è limitarsi a iniziative esclusivamente culturali, ma arrivare a un piano strategico in grado di incidere anche su commercio, turismo e altri settori economici, oltre ad accrescere la consapevolezza delle comunità sul loro patrimonio.
Anche il sindaco di Siracusa Francesco Italia ha richiamato la dimensione del Val di Noto, ricordando che l’area comprende due siti Unesco, due aeroporti e due università. «Abbiamo il dovere di alzare il livello della nostra offerta culturale e turistica», ha detto Italia, invitando a «superare gli steccati» legati alle appartenenze territoriali e politiche per lavorare con una visione comune.
Paolo Patanè, direttore della Fondazione Siracusa Capitale della Cultura 2033, ha definito l’incontro un momento per passare «dalla fase degli elaborati a quella dei progetti concreti», insistendo sulla necessità di puntare a processi duraturi piuttosto che a singoli eventi. La candidatura, ha osservato, può diventare un laboratorio per mettere insieme soggetti diversi su obiettivi concreti, dai beni culturali alle infrastrutture, favorendo un maggiore coordinamento territoriale.
Tra i sindaci intervenuti, Corrado Figura, primo cittadino di Noto, ha definito il progetto «visionario», sottolineando la possibilità di coinvolgere territori interprovinciali per valorizzare in modo sinergico il patrimonio architettonico, paesaggistico e naturalistico del Sud Est.
Il sindaco di Ragusa Giuseppe Cassì ha evidenziato l’apprezzamento emerso durante l’incontro e la volontà di trasformare il coinvolgimento dei comuni in una partecipazione strutturata, non limitata all’adesione formale delle singole città. Per Cassì uno degli obiettivi è utilizzare la candidatura per «mettere in rete» competenze e talenti del territorio e aumentare la centralità della zona.
Il primo incontro a Palazzo Vermexio è stato dunque presentato come l’avvio di un percorso che dovrà tradurre la disponibilità politica degli amministratori in progetti, relazioni e strumenti concreti di collaborazione, con l’ambizione di fare della candidatura di Siracusa un’occasione di crescita per l’intero Sud Est siciliano.