Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente chiede verifiche aggiornate sul contratto di igiene urbana a Siracusa
Dopo l’avvio della procedura di regolazione della crisi di TEK.R.A., il portavoce Davide Biondini ha inviato una Pec integrativa con richieste su RIS.AM. e sulla tutela dei lavoratori
Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente ha inoltrato al Settore Igiene Urbana del Comune di Siracusa una nuova Pec, integrativa delle istanze già presentate il 27 gennaio scorso, con la richiesta di aggiornare le verifiche relative alla continuità del contratto di igiene urbana.
A firmare la comunicazione è il portavoce Davide Biondini, che motiva la richiesta con la notizia dell’avvio di una procedura di regolazione della crisi d’impresa da parte di TEK.R.A. S.r.l., elemento che secondo il Comitato impone di riconsiderare la situazione amministrativa e contrattuale.
Il Comitato precisa che le criticità non sono emerse soltanto con l’attuale vicenda societaria: nei mesi scorsi erano già state segnalate all’amministrazione carenze nell’esecuzione del servizio e una percezione diffusa tra i cittadini, emersa da un sondaggio promosso dal Comitato, di servizi contrattualmente previsti ma non adeguatamente svolti, soprattutto nelle periferie, a fronte di una TARI ritenuta particolarmente onerosa.
Secondo il Comitato, alle richieste di chiarimento inviate al Settore Igiene Urbana, al RUP e al DEC non sarebbe poi seguito un riscontro puntuale. Il passaggio societario con il subentro di RIS.AM. S.r.l., avvenuto tramite affitto di ramo d’azienda e comunicato al Comune a ridosso della data prevista per l’efficacia dell’operazione, aveva già sollevato dubbi su tempi e approfondimento istruttorio.
Il Comitato e alcuni consiglieri comunali avevano espresso perplessità in particolare sulla capacità economico-finanziaria della nuova società, sulla disponibilità dei mezzi, sulla continuità dei requisiti e sulla tutela dei lavoratori. Ora, spiega Biondini, la decisione di TEK.R.A. di ricorrere alla procedura di regolazione della crisi rappresenta un elemento nuovo che richiede verifiche aggiornate.
Il Comitato chiarisce di non ritenere automatica l’illegittimità del precedente subentro di RIS.AM. in conseguenza dell’accesso alla procedura di crisi, ma chiede che si accerti se le condizioni economiche, patrimoniali e operative valutate al momento del passaggio siano tuttora valide.
Con la nuova Pec viene sollecitato il Comune a chiarire quali rapporti, garanzie, avvalimenti e obbligazioni facenti capo a TEK.R.A. siano ancora rilevanti per l’esecuzione del servizio da parte di RIS.AM., nonché la disponibilità dei beni e delle risorse necessari a garantire la continuità dell’appalto e gli eventuali effetti della procedura di regolazione della crisi sul rapporto contrattuale.
Una parte specifica delle osservazioni riguarda la posizione dei lavoratori coinvolti: il Comitato chiede che venga verificata l’eventuale esistenza di crediti maturati durante la precedente gestione, compresi quelli già accertati giudizialmente, e la situazione relativa a eventuali trattenute in busta paga per cessioni del quinto che non fossero state riversate agli aventi diritto.
"Il nostro interesse non riguarda soltanto la qualità di un servizio pubblico che i cittadini finanziano attraverso una TARI molto onerosa", afferma Biondini, sottolineando che la tutela dei lavoratori siracusani è per il Comitato un tema centrale.
Il Comitato rivendica un approccio di verifica e controllo, senza anticipare giudizi sulla legittimità delle operazioni societarie: "Non formuliamo accuse né anticipiamo conclusioni", precisa Biondini, chiedendo al Comune di avviare una istruttoria aggiornata, analitica e documentata.
Secondo il Comitato, le verifiche dovrebbero perseguire tre finalità: garantire la continuità del servizio, assicurare la corretta gestione delle risorse pubbliche e tutelare i diritti dei lavoratori. La richiesta conclusiva è che l’amministrazione fornisca risposte chiare alla collettività per restituire, nelle intenzioni del Comitato, "serenità e fiducia" a cittadini e lavoratori coinvolti.