Siracusa · 04 Settembre 2026

Inchiesta sulla sanità: 23 posizioni archiviate, restano procedimenti legati all’Asp di Siracusa e a Villa Sofia

Il Gip di Palermo accoglie la richiesta della Procura: archiviazioni per diverse contestazioni, ma alcuni rinvii a giudizio proseguono

Inchiesta sulla sanità: 23 posizioni archiviate, restano procedimenti legati all’Asp di Siracusa e a Villa Sofia

Il Gip di Palermo Stefania Brambille, accogliendo la richiesta della Procura di Palermo, ha disposto l’archiviazione della parte residuale dell’inchiesta che aveva al centro l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro e che ha coinvolto politici, dirigenti pubblici e imprenditori.

Il provvedimento interessa 23 posizioni, elencate nel decreto: Totò Cuffaro, Giuseppe Capizzi, Salvatore Cocina, Mauro Marchese, Alessandro Caltagirone, Roberto Colletti, Antonio Iacono, Giovanni Giuseppe Tomasino, Carmelo Pace, Alessandro Vetro, Vito Raso, Antonio Abbonato, Ferdinando Aiello, Marco Dammone, Saverio Romano, Stefano Palminteri, Filippo Paradiso, Sergio Mazzola, Maria Letizia Di Liberti, Carmelo Pullara, Maurizio Micci, Giuseppe Mortillaro e Selenia Malfitano.

Per alcune contestazioni l’azione penale si arresta; per altre, invece, sono già stati disposti rinvii a giudizio o riti alternativi. Il Gip ha archiviato, tra l’altro, l’ipotesi di turbata libertà dello svolgimento di un concorso nei confronti di Totò Cuffaro. Cuffaro aveva già patteggiato una condanna a tre anni per corruzione e traffico di influenze, pena che sta scontando in affidamento ai servizi sociali: il nuovo provvedimento riguarda invece contestazioni diverse da quelle oggetto del patteggiamento.

La richiesta di archiviazione era stata avanzata dalla Procura di Palermo: la difficoltà nell’utilizzare alcune intercettazioni ha inciso sul quadro probatorio, portando alla valutazione che non vi fossero elementi sufficienti per l’utile esercizio dell’azione penale in varie posizioni.

Tra le posizioni archiviate figura Salvatore Cocina, capo della Protezione civile regionale, indagato in relazione a presunte interferenze su procedure amministrative. Archiviazione anche per il deputato nazionale Saverio Romano relativamente alla presunta turbativa della gara d’appalto dell’Asp di Siracusa; resta tuttavia distinto uno stralcio collegato all’ipotesi di traffico di influenze connessa alla vicenda per la quale è già stato processato l’imprenditore Sergio Mazzola.

È stata archiviata la posizione di Alessandro Caltagirone, ex direttore generale dell’Asp di Siracusa: nei suoi confronti era stata inizialmente avanzata una richiesta di misura cautelare, respinta dal Gip, e anche il Tribunale del Riesame aveva escluso un quadro indiziario sufficiente. Ora è arrivata l’archiviazione.

Il filone siracusano non si chiude del tutto: Mauro Marchese e Marco Dammone, entrambi in passato legati alla Dussmann, e l’imprenditore Sergio Mazzola sono stati rinviati a giudizio per altre contestazioni legate alla vicenda dell’appalto dell’Asp di Siracusa. Marchese, Dammone e Mazzola figurano anche nell’elenco delle archiviazioni, ma per contestazioni differenti rispetto a quelle per le quali sono mandati a processo.

Restano aperte anche le posizioni collegate al concorso per la stabilizzazione di 15 operatori socio-sanitari a Villa Sofia: sono stati rinviati a giudizio Roberto Colletti, ex manager dell’ospedale Villa Sofia, Antonio Iacono, primario del Trauma Center, e Vito Raso; Ferdinando Aiello ha invece optato per il giudizio abbreviato. Anche questi nomi compaiono nel decreto di archiviazione, ma per ipotesi diverse da quelle sul cui esito dovrà pronunciarsi il giudice.

Tra le contestazioni archiviate figura la rivelazione del segreto d’ufficio nei confronti di Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del Dipartimento regionale della Famiglia e delle Politiche sociali; la stessa ipotesi è stata archiviata anche per il tenente colonnello dei Carabinieri Stefano Palminteri e per l’ex poliziotto Filippo Paradiso. Le intercettazioni utili a sostenere tali ipotesi sono state giudicate inutilizzabili.

È stata inoltre archiviata la contestazione di corruzione che coinvolgeva Giovanni Giuseppe Tomasino, direttore del Consorzio di bonifica della Sicilia occidentale: la vicenda riguardava una presunta somma di 25 mila euro che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stata consegnata dall’imprenditore Alessandro Vetro a Cuffaro e destinata, tramite Carmelo Pace, a Tomasino; gli elementi raccolti non hanno però consentito di dimostrare la destinazione della somma e l’esistenza dell’accordo corruttivo ipotizzato.

Il decreto del Gip Brambille non chiude dunque l’intera inchiesta, ma definisce le singole posizioni per le quali la Procura ha ritenuto di non poter proseguire. Da un lato ci sono le 23 archiviazioni; dall’altro rimangono i procedimenti già fissati davanti al giudice. Per tutte le posizioni coinvolte, fino a eventuali sentenze definitive, vale la presunzione di innocenza.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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