Degrado nelle palazzine Iacp di via Luigi Cassia a Siracusa: Mangiafico segnala criticità strutturali
Sopralluogo del leader di Controcorrente con famiglie residenti: calcinacci, parapetti ammalorati e armature esposte. Richieste di intervento all’Iacp e alla Regione Siciliana
Un sopralluogo nelle palazzine di via Luigi Cassia a Siracusa, a partire dal civico 33, ha portato alla luce condizioni di degrado che destano preoccupazione tra i residenti. L’ispezione è stata compiuta da Michele Mangiafico, leader del movimento Controcorrente, insieme ad alcune famiglie che vivono negli immobili, in gran parte ancora di proprietà dell’Istituto Autonomo Case Popolari e in misura minore acquistati da privati.
«Ci ha sorpreso, per non dire scioccato, constatare come le risorse della Regione non vengano utilizzate dall’Istituto per tutelare la qualità della vita e soprattutto la sicurezza di queste famiglie», ha dichiarato Mangiafico, riportando la sua valutazione sulle condizioni degli edifici.
Secondo quanto emerso durante il sopralluogo, in alcuni immobili si sono riscontrate situazioni che sollevano interrogativi sullo stato di conservazione delle strutture. «Abbiamo trovato una situazione di degrado che potrebbe compromettere persino la staticità di alcune parti degli immobili. I parapetti risultano fortemente ammalorati e l’armatura metallica, ormai esposta, potrebbe non svolgere più la propria funzione, con conseguenze anche sulla tenuta dei balconi», ha aggiunto Mangiafico.
Il rappresentante di Controcorrente ha pubblicato sul proprio profilo Facebook alcune immagini del sopralluogo: «Le fotografie parlano da sole e mostrano chiaramente le condizioni nelle quali queste famiglie sono costrette a vivere», ha detto.
Controcorrente chiede interventi urgenti da parte dell’Iacp e della Regione Siciliana e annuncia che la questione sarà portata all’attenzione dell’Assemblea Regionale Siciliana tramite specifiche interrogazioni, «affinché si restituiscano sicurezza, serenità e qualità della vita ai residenti», ha concluso Mangiafico.