Siracusa · 03 Settembre 2026

Addio a Gaetano Tranchino, artista siracusano legato a Ortigia

È morto a 88 anni il pittore, incisore e scenografo nato a Ortigia; i funerali sono previsti per il 4 settembre 2026 in cattedrale

Addio a Gaetano Tranchino, artista siracusano legato a Ortigia

Gaetano Tranchino, pittore, incisore e scenografo nato a Ortigia il 22 gennaio 1938, è morto all’età di 88 anni. I funerali sono stati convocati per il 4 settembre 2026 alle 16 nella cattedrale di Siracusa.

Formatosi nelle Accademie di Belle Arti di Roma e Milano, Tranchino esordì nel 1964 con una personale alla Galleria Toninelli di Milano presentata da Franco Russoli. Nel corso della sua carriera espose in Italia e all’estero e svolse attività anche come scenografo, firmando manifesti per il teatro.

La sua pittura è stata profondamente legata alla Sicilia e in particolare a Ortigia: il mare, le barche, le architetture, i giardini e figure sospese caratterizzano un immaginario che tende a atmosfere narrative e quasi metafisiche.

Importante fu il rapporto umano e intellettuale con Leonardo Sciascia, che nel 1986 dedicò a Tranchino sul Corriere della Sera l’articolo intitolato “Tranchino: la memoria e il destino”. Sciascia seguì il suo lavoro per oltre vent’anni, visitò il suo studio e presentò diverse sue mostre, parlando del sodalizio e dell’amicizia che li univa.

Altro legame significativo fu quello con il fotografo Ferdinando Scianna, che ha definito Tranchino “uno straordinario artista” e un “grande amico”, ricordando le visite nel suo studio e il rito di osservare insieme i nuovi quadri; Scianna firmò testi critici per le esposizioni del 1989 e del 2004.

Tranchino ebbe rapporti professionali e culturali con personalità quali Vincenzo Consolo, che presentò una sua mostra alla Galleria Trentadue di Milano nel 1984; Gesualdo Bufalino, autore del testo per la cartella “Una mano di calce”; Dominique Fernandez, Antonello Trombadori e Claude Ambroise. Collaborò inoltre con il poeta Pat Boran per libri e illustrazioni.

Legato anche al mondo del teatro, realizzò manifesti per l’Inda e lavorò alle scene di produzioni classiche, tra cui il Truculento di Plauto del 1993. Il suo atelier si trovava nel cuore di Ortigia, centro della sua vita e del suo immaginario artistico.

La carriera di Tranchino ebbe dimensione internazionale: espose a Houston già nel 1967 e in seguito a New York, Monaco, Stoccolma, Gand e Anversa. Nel 2010 presentò alla Rua Red Gallery di Dublino la mostra “The Place of Memory”, recensita dall’Irish Times che definì le sue opere come “favole pittoriche sospese tra memoria, viaggio e paesaggio mediterraneo”.

Il sindaco Francesco Italia ha espresso cordoglio per la scomparsa, sottolineando che Tranchino «ha vissuto senza alcuna ansietà ed affanno ad inseguire la notorietà, il successo» e ricordando come le sue opere abbiano viaggiato nel mondo pur rimanendo radicate nella propria terra. Secondo il primo cittadino, Tranchino apparteneva a pieno titolo a quel gruppo di artisti e intellettuali che più di altri hanno riflettuto sulla Sicilia e sui siciliani.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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