FP Cgil denuncia condizioni di insicurezza per sanitari e operatori al carcere di Cavadonna
Il sindacato provinciale segnala carenze strutturali e di organico e chiede risposte alla Direzione del carcere e all’Asp
Restano forti preoccupazioni sulla sicurezza nel carcere di Cavadonna, in provincia di Siracusa, dopo una serie di disordini registrati nelle ultime settimane. A sollevare la questione è la Funzione Pubblica della Cgil provinciale, che mette in luce la situazione del personale sanitario dell’Asp impegnato quotidianamente nell’istituto.
"In riferimento ai disordini che si ripetono nella Casa Circondariale di Cavadonna – afferma la segretaria provinciale della FP Cgil, Sabina Zuccaro – intendiamo ribadire la forte preoccupazione per le condizioni di sicurezza della struttura, dei detenuti, del personale di custodia e di tutti gli operatori".
Il sindacato riferisce di aver chiesto, diversi mesi fa, un incontro alla direzione della struttura per portare all’attenzione le criticità legate soprattutto alla sicurezza degli operatori sanitari, richiesta che secondo la FP Cgil non avrebbe ricevuto riscontro.
Tra i problemi segnalati figurano carenze strutturali e di organico: ascensori non funzionanti, difficoltà organizzative e sovraffollamento, condizioni che renderebbero più complesso il lavoro degli infermieri e che, secondo il sindacato, li espongono spesso a svolgere compiti senza un’adeguata sorveglianza.
Negli ultimi mesi, la FP Cgil indica inoltre malfunzionamenti o insufficienze degli impianti di climatizzazione e una situazione di tensione crescente all’interno della struttura. "Tali difficoltà – sottolinea Zuccaro – sono state aggravate in questi mesi dall’esasperazione dei detenuti e dalla carenza di corrette misure organizzative".
Secondo il sindacato, queste criticità hanno avuto ripercussioni sull’organico sanitario: oltre alle carenze di personale, alcuni lavoratori coinvolti nei disordini avrebbero fatto ricorso a periodi di malattia. Nonostante le difficoltà, la FP Cgil sottolinea che l’assistenza sanitaria non è mai stata interrotta grazie al senso di responsabilità degli operatori.
La segreteria provinciale chiede interventi sia alla Direzione della Casa Circondariale sia alla Direzione dell’Asp per affrontare le criticità già segnalate. "I lavoratori vanno tutelati – afferma Zuccaro –. L’attività non è stata mai interrotta per il grande senso di responsabilità verso i detenuti bisognosi di assistenza, ma adesso basta". "Ci aspettiamo risposte dalla Direzione del carcere – conclude la segretaria provinciale – ma anche dalla Direzione dell’Asp".
L’appello della FP Cgil si inserisce nel quadro di tensione emerso nelle settimane recenti a Cavadonna, richiamando attenzione non solo sulle condizioni del personale di Polizia penitenziaria, ma anche sulle condizioni in cui il personale sanitario è chiamato a garantire l’assistenza dentro l’istituto.