Siracusa · 01 Settembre 2026

Disordini al carcere di Cavadonna: sindacati chiedono chiarimenti sullo svolgimento dell'intervento del 27 agosto

SAPPE e SINAPPE segnalano che undici agenti sarebbero saliti sui tetti senza casco durante la rivolta e sollecitano verifiche al DAP

Disordini al carcere di Cavadonna: sindacati chiedono chiarimenti sullo svolgimento dell'intervento del 27 agosto

Nella serata di giovedì 27 agosto 2026 si sono verificati gravi disordini nella casa circondariale di Cavadonna a Siracusa. Secondo la denuncia inviata dai sindacati SAPPE e SINAPPE, undici agenti della Polizia Penitenziaria sono stati incaricati di salire sui tetti della struttura nel corso della rivolta, ma sarebbero intervenuti muniti esclusivamente di scudi protettivi, privi di caschi e con le mani nude.

I sindacati riportano che, sui tetti, gli agenti si sono trovati di fronte a detenuti armati di oggetti atti a offendere — indicate come armi bianche — e che durante gli scontri diversi poliziotti sono rimasti coinvolti e infortunati. Le assenze dal servizio dovute agli infortuni sono state descritte come un ulteriore aggravio su una già definita situazione di organico precario nella struttura.

La vicenda ha trovato anche una dimensione personale attraverso un messaggio pubblicato sui social dalla moglie di uno degli agenti aggrediti, ripreso dai sindacati. La donna ha raccontato la paura e l’angoscia della famiglia e ha chiesto che venga riconosciuto il valore di chi indossa una divisa e siano garantite condizioni di sicurezza adeguate.

La nota formale è firmata dai segretari nazionali Calogero Navarra per il SAPPE e Rosario Di Prina per il SINAPPE e indirizzata ai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria a Roma e al Provveditorato Regionale di Palermo. I sindacati hanno chiesto accertamenti immediati sulle responsabilità operative e hanno sollecitato verifiche, sottolineando che «un Comandante ha il dovere di tutelare i propri uomini, senza mandarli allo sbaraglio».

La richiesta è ora al Vice Capo del DAP, dottor Parisi, e al Provveditore Regionale di Palermo, in attesa di eventuali risposte e provvedimenti da parte dell’Amministrazione.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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