Scuole di Siracusa senza climatizzazione: Giuffrida chiede interventi strutturali e un nuovo calendario
La dirigente dell'istituto Vittorini propone rifacimento impianti, pannelli fotovoltaici e avvio delle lezioni il 1° ottobre come soluzione temporanea
Le temperature in aumento e la carenza di impianti di climatizzazione nelle scuole di Siracusa sono al centro dell'allarme lanciato da Pinella Giuffrida, dirigente dell’istituto comprensivo Vittorini e presidente provinciale dell’Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola. "Bisogna prendere atto che il clima in Sicilia sta cambiando e diventa sempre più caldo", ha osservato, evidenziando conseguenze sulla salute di alunni e personale.
Giuffrida ritiene che gli investimenti regionali per ambienti innovativi e attrezzature didattiche siano utili, ma non sostituiscano gli interventi necessari per rendere gli edifici scolastici vivibili. La dirigente propone un progetto articolato in tre fasi: il rifacimento degli impianti elettrici, l'installazione di pannelli fotovoltaici e, solo successivamente, la climatizzazione delle aule. "Non si può pensare di collocare i condizionatori se gli impianti elettrici non sono adeguati", ha spiegato, sottolineando la necessità di una soluzione complessiva ed energeticamente sostenibile.
Nell'attesa di realizzare queste opere, Giuffrida invita l'assessorato regionale all'Istruzione a valutare una diversa organizzazione del calendario scolastico, proponendo l'inizio delle lezioni il 1° ottobre. Secondo la dirigente, si tratterebbe di riorganizzare le attività per svolgerle in periodi climaticamente più favorevoli, senza "cancellare dieci o venti giorni di scuola".
Per l'anno scolastico 2026/2027 la Regione ha fissato l'avvio delle lezioni al 15 settembre e la conclusione al 9 giugno, prevedendo 206 giorni di attività (205 quando la festa patronale ricade in una giornata scolastica). Le scuole possono apportare adattamenti, ma devono garantire almeno 200 giorni di lezione. Un eventuale avvio il 1° ottobre richiederebbe quindi la rimodulazione delle vacanze, dei giorni di sospensione o della conclusione dell'anno; prolungare semplicemente le lezioni verso fine giugno comporterebbe il rischio di spostare il problema in un periodo ancora più caldo.
Per Giuffrida la soluzione temporanea del calendario non risolve il nodo principale, che è strutturale: "Le nostre scuole sono molto calde in estate e spesso molto fredde in inverno. È la politica che deve programmare gli investimenti necessari per assicurare condizioni adeguate a studenti e personale".