Ciane-Saline, ambientalisti contestano il progetto di telerilevamento del Libero Consorzio
Ansaldi (Comitato Parchi) e Iapichino (Lipu) rispondono a Michelangelo Giansiracusa: il sistema da oltre 700 mila euro non sostituisce manutenzione e presidi sul territorio
Un documento sottoscritto da Giuseppe Ansaldi, per il Comitato Parchi, e da Carmelo Iapichino, per la Lipu, è stato diffuso in risposta alle dichiarazioni rese stamane dal presidente del Libero Consorzio Comunale, Michelangelo Giansiracusa, sul progetto di telerilevamento per la riserva di Ciane e Saline.
Nel testo i due firmatari definiscono il progetto di telerilevamento — basato su intelligenza artificiale e, secondo quanto riportato, finanziato con oltre 700 mila euro e previsto tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027 — come un annuncio che non affronta le responsabilità per lo stato attuale della riserva.
Ansaldi e Iapichino sottolineano che, anche ammettendo l'effettiva operatività di una rete di monitoraggio, la tecnologia rileva il fumo ma non spegne gli incendi né elimina il materiale combustibile: per questo motivo ritengono che la devastazione registrata non sarebbe stata evitata solo con il telerilevamento.
I firmatari evidenziano l'assenza di misure di prevenzione nella Riserva, citando la stratificazione di biomassa secca, la mancanza di viali tagliafuoco, la mancata pulizia dei bordi stradali e la proliferazione dei canneti dovuta a un regime idrico trascurato. Pur riconoscendo la tempestività dell'intervento dei Vigili del Fuoco, chiedono conto di decenni di presunta gestione passiva e di omissioni.
Nel documento vengono poste domande puntuali all'ente gestore: perché non sono state predisposte vedette nei giorni critici; perché non è stato istituito un nucleo antincendio stabile nella Riserva; e perché non è stata pienamente attuata, secondo loro, la previsione dell'articolo 4 della convenzione di affidamento che impone il raccordo operativo con il Corpo Forestale.
Ansaldi e Iapichino respingono l'accusa di «pregiudizio ideologico» e ricordano di aver partecipato al tavolo tecnico con spirito costruttivo e in forma completamente volontaria. Nel comunicato sostengono inoltre che la progettualità era già «blindata» fin dall'origine, citando i noti 5 milioni del FESR, e che non vi sarebbe stata reale volontà politica di recepire proposte sostanziali.
Concludono richiamando l'esigenza di interventi concreti: presidio del territorio e manutenzione costante, più che annunci su tecnologie previste per il futuro.