Siracusa · 31 Agosto 2026

Polizia penitenziaria in piazza a Siracusa: sit‑in davanti alla Casa circondariale

La Confederazione Sindacati Penitenziari convoca la protesta per il 1° settembre: attesi circa 50 agenti da vari istituti siciliani

Polizia penitenziaria in piazza a Siracusa: sit‑in davanti alla Casa circondariale

Un sit‑in si terrà domani, 1° settembre, a partire dalle 10 davanti all'ingresso della Casa circondariale di Siracusa. L'iniziativa è promossa dalla Confederazione Sindacati Penitenziari e vedrà la partecipazione di circa 50 poliziotti penitenziari provenienti da diversi istituti siciliani.

La protesta arriva dopo i recenti disordini avvenuti nel carcere di Cavadonna e dopo le ripetute denunce delle organizzazioni sindacali sulle condizioni di sicurezza. Tra i problemi segnalati dalla Confederazione vi sono la gestione dei detenuti ritenuti responsabili di comportamenti violenti e le continue tensioni nei reparti.

Il sindacato chiede un aumento delle unità di Polizia penitenziaria in servizio, denunciando una carenza di personale che costringerebbe gli agenti a ricorrere sistematicamente al lavoro straordinario. Tra le richieste figura anche il trasferimento immediato fuori dalla Sicilia dei detenuti individuati come responsabili dei disordini, con l'obiettivo di ridurre le condizioni di rischio negli istituti regionali.

Con il sit‑in la Confederazione intende richiamare l'attenzione delle autorità politiche e dell'Amministrazione penitenziaria sul disagio vissuto dal personale e sulla necessità di ripristinare condizioni adeguate di sicurezza e di organizzazione del lavoro.

Sul sit‑in è intervenuto anche il Sarap, che ha invitato a evitare «passerelle» e contrapposizioni sindacali dopo l'emergenza. Secondo l'organizzazione, le criticità registrate a Cavadonna non possono essere attribuite esclusivamente all'attuale gestione dell'istituto, ma deriverebbero da anni di riduzione degli organici e dall'aumento progressivo dei compiti affidati alla Polizia penitenziaria.

Il sindacato chiede inoltre personale, mezzi, formazione, protocolli operativi e una catena di comando chiaramente definita. Tra le proposte figura la riorganizzazione del Gruppo di intervento regionale valorizzando la struttura presente a Catania, oltre all'istituzione di visite periodiche dei reparti specializzati nelle carceri siciliane per consentire agli operatori di conoscere preventivamente accessi, reparti, vie di fuga e aree sensibili.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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