Melilli avvia la semplificazione amministrativa: moduli unici e principio «once only»
La 'Carta di Melilli' e il Piano integrato 2026-2028 guidano l’uniformazione di moduli, linguaggio e procedure comunali
Melilli ha avviato un percorso di semplificazione amministrativa per rendere più uniforme il rapporto fra Ente, cittadini e imprese, con l’obiettivo di ridurre la complessità dei moduli e rendere il linguaggio degli uffici più comprensibile. La riforma è voluta dal sindaco e dalla Giunta municipale, si ispira alla "Carta di Melilli" approvata dal Consiglio comunale il 23 maggio ed è inserita tra gli obiettivi del Piano integrato di attività e organizzazione 2026-2028.
Il primo intervento operativo è il Modello unico comunale di dichiarazione sostitutiva, approvato dalla Segreteria generale il 19 agosto e destinato a operatori economici, associazioni e persone fisiche. Il modello riunisce in un unico documento le dichiarazioni su requisiti generali, fiscali, contributivi e professionali, sulla normativa antimafia, sulla titolarità effettiva e sugli obblighi in materia di whistleblowing. La struttura sarà modulare, in modo che ciascuno possa compilare solo le sezioni pertinenti al singolo procedimento.
Tra i principi centrali della delibera figura il "once only": le informazioni già legittimamente detenute dal Comune o acquisibili tramite banche dati pubbliche non dovranno essere richieste nuovamente al cittadino.
La delibera introduce inoltre criteri comuni per la comunicazione esterna dell’ente, richiamando chiarezza, precisione giuridica, uniformità, essenzialità e proporzionalità nelle richieste. I moduli dovranno essere digitali, editabili e accessibili, e indicare con immediatezza l’ufficio responsabile, i tempi del procedimento e gli strumenti di tutela disponibili.
La Segreteria generale coordinerà il lavoro tra i diversi settori comunali. I risultati attesi saranno collegati alla valutazione delle performance del personale e misurati tramite indicatori concreti, fra cui la riduzione dei modelli duplicati, l’aumento dei documenti digitali compilabili e la diminuzione delle richieste di integrazione causate da istruzioni poco chiare.
L’articolo segnala una nota di cautela: a livello nazionale il tema della semplificazione non ha trovato soluzione definitiva in passato, con il richiamo al ruolo ricoperto da Roberto Calderoli come ministro per la Semplificazione normativa durante il quarto governo Berlusconi. Tuttavia, la riforma di Melilli agisce su ambiti e procedure locali, ambito che l’amministrazione ritiene più facilmente monitorabile e modificabile rispetto all’intero sistema normativo nazionale.