Cavadonna, Con.Si.Pe. segnala dieci agenti al Pronto soccorso e convoca sit-in il 1° settembre
Il sindacato denuncia gravi disordini notturni nella casa circondariale di Siracusa e chiede l'intervento del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria
Secondo una denuncia del sindacato Con.Si.Pe., nella notte si sono verificati nuovi disordini all'interno della Casa circondariale di Cavadonna, a Siracusa, e circa dieci agenti della Polizia penitenziaria avrebbero fatto ricorso al Pronto soccorso.
"La situazione è definitivamente fuori controllo – afferma Mimmo Nicotra, presidente del sindacato –. Questo non è più lavoro, ma una trincea abbandonata dall’Amministrazione e dalla politica".
Il Con.Si.Pe. rende noto di aver interessato formalmente il prefetto di Siracusa e il provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria, richiedendo anche l’intervento del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e l’invio di unità specializzate. Il sindacato ha annunciato un sit-in di protesta fissato per martedì 1° settembre, alle 10, davanti ai cancelli del carcere siracusano.
Nella ricostruzione fornita dal sindacato, i fatti sarebbero scaturiti da detenuti già protagonisti di gravi aggressioni, lasciati in un'area considerata impropria in attesa di trasferimento. I ristretti avrebbero forzato la rete e salito sul tetto dell'accettazione, mentre il personale sarebbe stato inviato a fronteggiarli con scudi protettivi ma senza imbracature né presidi anticaduta idonei.
Sempre secondo il Con.Si.Pe., l'apertura delle celle del Blocco 25 (Alta Sicurezza), motivata dalla presenza di fumo, avrebbe trasformato quel reparto nella base logistica dei rivoltosi, i quali avrebbero incitato la sommossa e rifornito i facinorosi di bombolette a gas incendiarie, cavi elettrici e materiale contundente poi scagliato contro gli agenti.
Il bilancio riportato dal sindacato indica che dieci poliziotti penitenziari sono stati trasportati al Pronto soccorso con prognosi che, a loro dire, vanno dai 10 ai 30 giorni per traumi cranici, lesioni da caduta dal tetto, tagli da lametta e ferite multiple al volto e al corpo.
Il Con.Si.Pe. chiede l'invio immediato di ispettori ministeriali per accertare eventuali omissioni gestionali e invoca l'applicazione dell'art. 14-bis O.P. e il trasferimento fuori regione dei detenuti coinvolti. Il sindacato ha inoltre dichiarato: "Non lasceremo soli i nostri colleghi. La nostra voce si farà sentire fino a Roma."