CNA Siracusa: servono misure strutturate per i disagi causati dall’Etna allo scalo di Catania
Dopo le chiusure del 7 e 8 agosto e lo stop di luglio con 188 voli cancellati, l’associazione invia una nota tecnica alle istituzioni con proposte su piano straordinario, potenziamento di Comiso e integrazione tecnologica
La nuova eruzione dell’Etna ha nuovamente compromesso l’operatività dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa: gli arrivi sono stati sospesi il 7 agosto fino a sera e si è registrato un nuovo stop nella mattinata dell’8 agosto. A inizio luglio lo scalo era rimasto completamente chiuso con 188 voli cancellati in un solo giorno; secondo ricostruzioni di stampa, dal 2020 a oggi i blocchi legati al vulcano sarebbero oltre settanta.
"Ogni chiusura, anche di poche ore, si scarica sulle imprese e sui lavoratori del territorio: voli dirottati, tariffe che schizzano sui collegamenti residui, prenotazioni perse nel cuore della stagione, trasferimenti riorganizzati all’ultimo momento", dichiara la Presidente di CNA Siracusa Rosanna Magnano. "Un fenomeno così ricorrente non può essere affrontato ogni volta come se fosse un fatto eccezionale. Serve un sistema di risposta già pronto prima dell’emergenza".
Per questo motivo CNA Siracusa ha inviato alle istituzioni competenti una nota tecnica che articola una proposta su tre livelli. Il primo livello riguarda l’istituzionalizzazione di un vero "Piano Straordinario", modellato su altri piani emergenziali per eventi naturali: accordi già sottoscritti con Trenitalia e operatori bus che attivino automaticamente treni e pullman sostitutivi entro tempi certi dall’allerta, informazione in tempo reale ai passeggeri, procedure di rimborso rapide e un monitoraggio degli aumenti tariffari nei giorni di crisi.
Il secondo livello interessa lo scalo di Comiso, indicato dal Piano Nazionale degli Aeroporti come alternativa per i casi di attività vulcanica e oggetto di un piano di sviluppo da 47 milioni di euro di fondi pubblici. "La verifica che abbiamo condotto dice una cosa chiara: la pista di Comiso potrebbe già accogliere gran parte degli aerei dirottati da Catania, ma il terminal può gestire poche centinaia di passeggeri l’ora, troppo pochi per un dirottamento di massa", spiega il Segretario Territoriale Gianpaolo Miceli. CNA Siracusa chiede alle amministrazioni di attivarsi affinché, nell’ambito delle risorse già stanziate, sia possibile dare priorità agli interventi sulla capacità passeggeri rispetto all’area cargo, nel rispetto delle regole di programmazione.
Il terzo livello è di natura tecnologica: consolidare la prassi di chiudere soltanto i settori di spazio aereo interessati dalla nube vulcanica invece del blocco totale dello scalo, e integrare i dati dell’Ingv in tempo reale nei sistemi di Enav e Sac.
Sull’ipotesi di un nuovo aeroporto nella Sicilia centrale, CNA Siracusa esprime una posizione cauta: "È una discussione di lungo periodo legittima, che va condotta su basi tecniche e non sull’onda delle emergenze. Ma non è una risposta al problema di oggi e non può giustificare rinvii delle misure attivabili subito", conclude Magnano.
CNA Siracusa, con le proprie federazioni di settore, si è dichiarata disponibile a un confronto tecnico con Sac, Enac e Regione Siciliana per definire un piano operativo condiviso.