Antitrust approva l’acquisizione di Isab da Ludoil: via libera ma restano incognite sul futuro del sito di Priolo
L’Autorità non avvia istruttoria sull’operazione firmata il 4 agosto e pubblicata nel Bollettino del 24 agosto; accordo per il 51% con opzione sul restante 49%
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha deciso di non avviare un’istruttoria sull’acquisizione di Isab da parte di Ludoil, ritenendo che l’operazione non sia idonea a ostacolare in misura significativa la concorrenza né a rafforzare posizioni dominanti. La decisione è stata adottata il 4 agosto e pubblicata nel Bollettino del 24 agosto.
L’accordo prevede l’acquisto, da parte di Ludoil Capital — società interamente controllata da Ludoil Energy, gruppo controllato dalla famiglia Ammaturo — del 51% del capitale di Isab, con la possibilità di rilevare in seguito anche il restante 49% e arrivare al controllo totale. Le quote saranno cedute da Goi Energy, società indirettamente controllata dal fondo cipriota Argus New Energy Fund, che nel 2023 aveva acquisito Isab dal gruppo russo Lukoil. Il valore economico dell’operazione non è stato reso noto.
Isab, con una capacità autorizzata di 20 milioni di tonnellate all’anno e una capacità bilanciata di circa 15 milioni, rappresenta tra il 20 e il 25% della capacità italiana di raffinazione. Il passaggio sotto il controllo di Ludoil riporterà dunque sotto una guida italiana uno degli impianti energetici più strategici del Paese.
Nella propria valutazione l’Antitrust ha osservato che Ludoil non possiede altre raffinerie, operando prevalentemente nella logistica, nello stoccaggio e nella distribuzione di prodotti petroliferi, con quote inferiori al 10% nei mercati nazionali esaminati. In Sicilia il gruppo non dispone di depositi petroliferi e possiede un solo impianto di distribuzione stradale. Per questi motivi l’Autorità ha escluso effetti restrittivi nei mercati della raffinazione, della vendita e dello stoccaggio dei carburanti.
Il provvedimento evidenzia tuttavia un vincolo destinato a condizionare la gestione industriale nei prossimi anni: Isab è legata fino al 2033 da un contratto pluriennale in esclusiva con Trafigura, che fornisce il greggio e le materie prime per la raffinazione e acquista circa il 90% dei prodotti ottenuti. Solo una quota vicino al 10% della produzione può essere venduta a soggetti diversi.
Alla fine del 2025 Ludoil aveva già stipulato con Isab un contratto per il caricamento e la commercializzazione di prodotti petroliferi dal sito di Priolo, per un volume stimato tra il 5 e il 10% della produzione complessiva. Di conseguenza il cambio di proprietà non garantisce automaticamente la piena disponibilità commerciale dei prodotti raffinati: il rapporto con Trafigura resterà centrale almeno fino al 2033, salvo nuovi accordi o una risoluzione anticipata che l’Antitrust segnala comporterebbe conseguenze economiche rilevanti per Isab.
Il gruppo guidato da Donato Ammaturo ha annunciato l’intenzione di trasformare Isab da raffineria tradizionale in una società energetica integrata, con l’introduzione progressiva di filiere per la produzione di HVO (carburante sostenibile per l’aviazione), bioetanolo di seconda generazione, BioEtbe e altre bioenergie avanzate. Il sito dispone già di una centrale elettrica e di cogenerazione da 540 megawatt, alla quale Ludoil intende affiancare nuovi impianti da fonti rinnovabili.
Con l’ingresso di Isab il gruppo prevede ricavi consolidati superiori a 10 miliardi di euro all’anno e ambisce a diventare la maggiore società multi-energy privata italiana.
Sul fronte del Golden Power, la commissione governativa avrebbe già autorizzato la cessione imponendo alcune prescrizioni, i cui contenuti non sono stati resi pubblici. Non risulta invece ancora diffusa una comunicazione ufficiale sul perfezionamento del closing e sul trasferimento effettivo del primo 51%.
Il via libera dell’Antitrust rimuove uno dei principali ostacoli regolatori all’operazione, ma restano da chiarire la data del passaggio delle quote, le condizioni imposte dal Governo e gli investimenti e le garanzie per la continuità industriale e occupazionale del polo di Priolo (Siracusa).