Rissa al carcere di Cavadonna e fuga ad Augusta: il Codacons sollecita una risposta organica
Il sindacato denuncia sovraffollamento e carenze di personale a Siracusa; l’associazione chiede un tavolo tecnico permanente e un piano straordinario per le carceri siciliane
Una rissa scoppiata nel Blocco 20 della Casa circondariale di Cavadonna, a Siracusa, che ha coinvolto gruppi di detenuti italiani e stranieri e ha provocato diversi feriti, e la fuga di un detenuto del circuito di Alta Sicurezza dal carcere di Augusta sono gli ultimi episodi segnalati dal Codacons riguardo alla situazione degli istituti penitenziari siciliani.
"Non possiamo continuare a intervenire soltanto dopo una rissa, una rivolta, un incendio o un’evasione" afferma Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale del Codacons. "Sicurezza, sovraffollamento, carenza di personale, condizioni delle strutture e assistenza sanitaria devono essere affrontati insieme".
L’avvocato Bruno Messina, Vice Presidente Regionale Codacons, osserva che "l’episodio di Cavadonna non arriva dal nulla": nei giorni precedenti, secondo la sua ricostruzione, si erano già registrate forti tensioni e aggressioni che avevano richiesto interventi straordinari.
I dati del Ministero della Giustizia, aggiornati al 24 agosto, indicano che la Casa circondariale di Siracusa ospita 720 detenuti a fronte di 545 posti regolamentari. L’organico della Polizia Penitenziaria è riportato in 266 unità rispetto ai 310 previsti, con dati sull’organico aggiornati al 30 giugno.
"Parliamo di circa 175 detenuti oltre la capienza regolamentare e di 44 agenti in meno rispetto alla dotazione prevista", sottolinea Tanasi, evidenziando come tali cifre rendano complesso garantire sicurezza, vigilanza e gestione quotidiana dell’istituto.
A pochi chilometri, nel carcere di Augusta, è in corso la ricerca di un detenuto evaso appartenente al circuito di Alta Sicurezza; gli investigatori stanno ricostruendo le modalità della fuga. Secondo i dati del Ministero della Giustizia aggiornati al 22 agosto, nell’istituto di Augusta risultano 475 detenuti rispetto a 364 posti regolamentari, con 97 posti indicati come non disponibili.
Nei giorni scorsi, inoltre, un incendio ha interessato l’Istituto penale minorile Malaspina di Palermo, evento che ha richiesto l’intervento dei soccorsi e ha coinvolto detenuti e personale penitenziario.
A livello regionale, il Codacons segnala che secondo i dati del Ministero della Giustizia riferiti al 31 maggio 2026 le carceri siciliane ospitavano 7.147 detenuti contro 6.439 posti regolamentari.
Per affrontare la situazione, il Codacons chiede l’istituzione di un Tavolo tecnico permanente sulle carceri siciliane, coinvolgendo Ministero della Giustizia, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, Regione Siciliana, Prefetture, direzioni degli istituti, Polizia Penitenziaria, Magistratura di Sorveglianza, aziende sanitarie e Garanti dei detenuti.
Messina sottolinea la necessità di risposte rapide e verificabili per individuare le criticità di ciascun istituto e stabilire interventi concreti con tempi e priorità. Il Codacons propone inoltre un piano straordinario per il personale, il rafforzamento degli organici negli istituti più in difficoltà e una verifica dei sistemi di sorveglianza e delle procedure di sicurezza, con particolare attenzione ai circuiti di Alta Sicurezza.
"Non chiediamo l’ennesimo tavolo nel quale limitarsi a descrivere problemi già conosciuti. Servono obiettivi e tempi precisi", conclude il Codacons, evidenziando che la strategia richiesta dovrebbe includere anche assistenza sanitaria e psicologica, lavoro, formazione e misure per il reinserimento, insieme a misure di sicurezza e a condizioni di lavoro adeguate per gli operatori.