Casetta dell’Acqua a Cavadonna ancora fuori servizio: Cavallaro chiede chiarimenti al Comune
Dopo l’interrogazione del 16 luglio e il mancato riscontro del Comune, Aretusacque segnala verifiche tecniche in corso; il capogruppo di Fratelli d’Italia sollecita tempi e modalità per il ripristino
La vicenda della Casetta dell’Acqua presso la Casa circondariale di Cavadonna continua a registrare passi avanti solo parziali e resta aperta la richiesta di chiarimenti al Comune di Siracusa.
Il 16 luglio il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia presentò un’interrogazione sulle criticità segnalate dal Garante dei detenuti, includendo la mancata funzionalità della Casetta dell’Acqua e chiedendo al Comune quali misure fossero state avviate per affrontare i problemi della struttura.
La risposta attesa durante la seduta del Consiglio comunale del 3 agosto non è arrivata: in assenza dei rappresentanti dell’Amministrazione chiamati a rispondere, il gruppo di Fratelli d’Italia abbandonò l’aula in segno di protesta. Il giorno seguente Paolo Cavallaro richiese formalmente una risposta scritta e sollecitò l’intervento del Segretario generale, del sindaco e del presidente del Consiglio comunale.
A distanza di settimane, dal Comune non è pervenuto alcun riscontro, mentre il 14 agosto Aretusacque ha fornito chiarimenti in merito. Il gestore ha comunicato di essersi insediato nella gestione del servizio idrico integrato il 25 giugno 2026 e di essere impegnato, insieme al Comune di Siracusa, in verifiche tecniche sulle modalità di alimentazione dell’impianto e sulla possibilità di inserire la Casetta dell’Acqua tra le infrastrutture affidate al nuovo gestore.
Secondo Cavallaro, la comunicazione di Aretusacque rappresenta un passo avanti, ma non una soluzione definitiva. «Il dato concreto resta infatti immutato: da mesi i detenuti non possono usufruire di un servizio che consentiva loro di avere acqua da bere senza dover spendere denaro per acquistare bottiglie», sottolinea il capogruppo.
Alla luce della risposta del gestore, Cavallaro torna a chiedere chiarezza all’Amministrazione comunale sulle iniziative avviate, sullo stato delle verifiche tecniche e sui tempi previsti per il ripristino del servizio. Per ottenere risposte, il consigliere si è rivolto nuovamente al Segretario generale e, questa volta, anche al Direttore generale del Comune, sollecitando un intervento per chiarire modalità e tempistiche e per fornire un riscontro all’interrogazione consiliare.
«Non si chiede un favore né una particolare attenzione personale. Si esercita una funzione istituzionale attribuita dalla legge e dal mandato ricevuto dai cittadini», afferma Cavallaro, ricordando il ruolo delle interrogazioni come strumenti di controllo e confronto tra Consiglio e Amministrazione.
La vicenda resta quindi aperta: «Aretusacque ha risposto. Ora attendiamo che lo faccia anche il Comune», conclude Paolo Cavallaro.