Siracusa · 27 Agosto 2026

CNA Siracusa: danno stimato fra 6 e 8 milioni per il turismo dopo la chiusura dello scalo di Catania

Rilevazione flash su 61 imprese (17-20 agosto) parla di circa 3.200 clienti persi e di un rallentamento delle prenotazioni dopo la riapertura

CNA Siracusa: danno stimato fra 6 e 8 milioni per il turismo dopo la chiusura dello scalo di Catania

Il Centro Studi della CNA di Siracusa ha pubblicato una stima prudenziale del danno economico diretto subito dalla filiera turistica della provincia a seguito della chiusura e delle limitazioni operative dell’aeroporto di Catania determinate dall’attività eruttiva dell’Etna a partire dal 6 agosto. L’intervallo indicato è fra i 6 e gli 8 milioni di euro.

La stima si basa su un questionario somministrato alle imprese associate e a operatori dei settori alberghiero, extra-alberghiero, ristorazione e servizi turistici. La rilevazione flash è stata condotta dal 17 al 20 agosto e ha ottenuto 61 risposte provenienti da 12 comuni. Di queste, 45 imprese hanno quantificato le perdite in euro; due dichiarazioni di importo molto elevato sono state escluse per prudenza.

Le imprese rispondenti hanno indicato complessivamente circa 3.200 tra clienti, prenotazioni e servizi persi in via definitiva, già al netto dei recuperi su altre date e degli arrivi effettuati tramite gli scali di Comiso o Palermo. Le perdite dirette dichiarate in euro dalle 45 imprese ammontano complessivamente a circa 380.000 euro. In valore assoluto il comparto della ristorazione risulta il più colpito, seguito dal comparto alberghiero, dai servizi turistici e dall’extra-alberghiero.

Il calcolo che porta all’intervallo fra 6 e 8 milioni parte dai danni medi dichiarati per ciascun comparto e li proietta sull’insieme delle imprese registrate in provincia: il registro delle Camere di Commercio conta 1.761 imprese di ricettività e ristorazione. Nella proiezione si è ipotizzato che sia stata colpita solo una parte del tessuto imprenditoriale, fra il 40% e il 55%, scelta deliberatamente prudente per correggere possibili bias di autoselezione delle risposte. La stima non include oltre 5.500 affitti brevi non imprenditoriali, l’indotto e il calo delle prenotazioni ancora in corso.

Un elemento di preoccupazione è il persistere dell’effetto sull’immediato: il 57% delle imprese rispondenti segnala un rallentamento delle nuove prenotazioni anche dopo la riapertura dello scalo, con una riduzione media stimata del 38%. Inoltre, quasi due imprese su tre dichiarano che prima del 6 agosto la stagione stava andando meglio rispetto allo stesso periodo del 2025; l’eruzione ha quindi interrotto una stagione in crescita.

La cronologia rilevante: l’attività eruttiva dell’Etna ha determinato la chiusura dell’aeroporto di Catania a partire dal 6 agosto. Lo scalo è rimasto fermo fino al pomeriggio del 15 agosto, per nove giorni (pari al 29% del mese di agosto). La piena operatività è stata ripristinata solo la mattina del 18 agosto, dopo tre giorni con arrivi contingentati. Nella sola prima settimana di chiusura la società di gestione registra la cancellazione del 36% dei 1.974 voli programmati, circa 710 cancellazioni, mentre circa 630 voli sono stati dirottati su altri scali.

Il rapporto illustra tre verifiche della stima. La prima, restrittiva, sostituisce la media col danno mediano: in questo scenario il danno stimato resta compreso fra 3,4 e 4,7 milioni, a conferma che il risultato non dipende esclusivamente da poche risposte di entità elevata. La seconda verifica ricostruisce l’effetto a partire dai flussi aeroportuali: applicando la quota di cancellazioni (36%) alla media di 21.000 passeggeri in arrivo al giorno si ottengono circa 60.000 passeggeri mancanti nel periodo di chiusura; la mancata spesa imputabile al siracusano risulterebbe fra 1,4 e 2,2 milioni nell’ipotesi che metà dei passeggeri cancellati sia stata recuperata, e fra 2,8 e 4,5 milioni nell’ipotesi opposta di nessun recupero (la quota del traffico attribuita a Siracusa è fissata fra il 15% e il 20%). Questa ricostruzione considera solo i mancati arrivi e si arresta alla riapertura del 15 agosto, perciò non può da sola raggiungere l’intervallo complessivo di 6-8 milioni, che include anche la perdita derivante dal rallentamento delle prenotazioni dopo la riapertura.

La terza verifica mette a confronto la stima col valore economico del mese di agosto: agosto vale per la provincia fra 38 e 45 milioni di euro di spesa turistica diretta (1,2-1,5 milioni al giorno); i nove giorni di chiusura corrispondono dunque a un valore minimo di 11-13 milioni. L’intervallo 6-8 milioni rappresenta una quota coerente con questi dati, tenendo conto della dipendenza dal trasporto aereo, della presenza di turisti già sul posto e dei recuperi parziali di arrivi su altri mezzi.

Riproporendo per analogia i valori siracusani alle province di Catania e Ragusa, la proiezione porta a una stima indicativa del danno per l’intero Sud-Est compresa fra 20 e 26 milioni di euro, valore ottenuto con due metodi distinti che danno risultati convergenti. Tale ordine di grandezza risulta compatibile con valutazioni circolate sulla stampa economica, che avevano indicato 12-24 milioni per l’intera Sicilia nella prima settimana di chiusura, tenendo conto delle differenti porzioni di territorio e dei periodi considerati.

La presidente di CNA Siracusa, Rosanna Magnano, ha richiamato la necessità di soluzioni strutturali per garantire alternative operative in caso di crisi, valorizzando lo scalo di Comiso e rimodulando investimenti infrastrutturali stradali e ferroviari. Fabio Salonia, presidente di CNA Turismo Siracusa, ha osservato che i dati del Centro Studi fotografano un danno reale, concentrato in poche settimane ma destinato a riverberarsi sulle prenotazioni, e ha sottolineato la necessità di strumenti di sostegno mirati per la filiera.

Il Centro Studi della CNA di Siracusa proseguirà il monitoraggio degli effetti economici dell’emergenza e mette a disposizione il report completo della rilevazione a supporto delle valutazioni delle istituzioni competenti. A fine ottobre è prevista una seconda rilevazione sulle stesse imprese per misurare il danno consolidato a stagione conclusa.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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