Floriddia (Futuro Nazionale): a Rosolini solo un hub temporaneo di identificazione, non un centro di accoglienza
La richiesta sarebbe emersa da un censimento della Prefettura di Siracusa; l'amministrazione comunale si è detta contraria all'uso della ex scuola Tobruk
Siracusa, 27 agosto 2026
Carmelo Floriddia, membro dell'Assemblea nazionale di Futuro Nazionale e consulente del sindaco di Rosolini, ha ribadito che «a Rosolini non si parla della nascita di un nuovo centro di accoglienza, ma di un possibile Hub temporaneo di identificazione, da attivare esclusivamente in caso di importanti eventi di sbarco». La precisazione arriva dopo giorni di dibattito politico cittadino.
Floriddia racconta di aver prima verificato la situazione direttamente, confrontandosi con il sindaco e con il vicesindaco, titolare della delega alla Protezione civile. Secondo quanto riferito, la richiesta di disponibilità sarebbe stata avanzata dalla Prefettura di Siracusa nell'ambito di un censimento tra i Comuni della provincia e non rappresenterebbe una decisione già assunta dall'amministrazione comunale.
Tra le aree indicate dalla Prefettura, ha detto Floriddia, figurerebbero la vecchia scuola Tobruk e una zona adiacente all'area di Protezione civile. Sul Tobruk, tuttavia, «la posizione dell’amministrazione sarebbe stata immediatamente contraria». Il consigliere ha ricordato che «il Tobruk è stato recentemente restaurato grazie a un finanziamento pubblico e restituito alla città. È uno spazio che deve mantenere una funzione sociale e comunitaria e che potrà essere utilizzato dal mondo dell’associazionismo e del volontariato».
Floriddia ha anche richiamato la linea politica di Futuro Nazionale sull'immigrazione, favorevole a evitare una gestione incontrollata dei flussi e a una maggiore condivisione delle responsabilità tra gli Stati europei. Pur rivendicando questa posizione politica, ha sottolineato che «una posizione politica seria non può prescindere dalla realtà dei fatti», distinguendo tra un hub temporaneo di identificazione e un centro di accoglienza.
Nel suo intervento ha evidenziato la necessità di procedure veloci per l'identificazione, la gestione delle richieste di protezione e gli eventuali trasferimenti verso altri Paesi europei o i rimpatri nei casi previsti dalla legge. Floriddia ha inoltre richiamato la precedente esperienza del tensiostatico messo a disposizione dalla Prefettura come elemento da considerare nella valutazione di eventuali scelte legate alla nuova struttura.
L'auspicio espresso è che non si verifichino sbarchi tali da rendere necessario l’utilizzo dell'hub; in caso contrario, secondo il consulente, «dovrebbero essere garantite innanzitutto la tutela dei cittadini e la sicurezza del territorio». «Rosolini ha bisogno di sicurezza, presenza dello Stato e controllo del territorio», ha aggiunto, invitando a evitare allarmismi e a garantire trasparenza ai cittadini.
«Prima di parlare, ho voluto verificare. Prima di commentare, ho voluto conoscere», ha concluso Floriddia, ribadendo che al momento è sul tavolo l'ipotesi di un hub temporaneo di identificazione e non la nascita di un nuovo centro di accoglienza.