Desertificazione bancaria, l’allarme per Solarino: Melilli resta con un solo sportello
Il monitoraggio della Fondazione Fiba-First Cisl aggiornato al 30 giugno 2026 evidenzia un’ampia riduzione delle filiali in Sicilia; il fenomeno interessa anche comuni della provincia di Siracusa.
La Fondazione Fiba di First Cisl, nel monitoraggio aggiornato al 30 giugno 2026 sulla cosiddetta desertificazione bancaria, descrive un fenomeno che va oltre la semplice riorganizzazione degli istituti di credito e assume i contorni di una emergenza sociale.
I dati riportati nel rapporto indicano che 380 mila siciliani vivono in comuni completamente privi di banche, mentre altri 534 mila risiedono in centri dove è rimasto un solo sportello: complessivamente quasi un milione di persone si trova in territori con accesso ai servizi bancari assente o fortemente limitato.
Dei 380 mila residenti che oggi vivono in comuni senza alcuna filiale, oltre 281 mila hanno perso l’ultimo sportello dal 2015 a oggi, segnando una progressiva ritirata degli istituti di credito dal territorio.
Sul fronte produttivo, il report segnala che 20 mila imprese hanno sede in comuni privi di banche e quasi 29 mila aziende operano in centri con un solo sportello, una condizione che impatta in particolare sulle piccole e medie imprese.
La Sicilia conta appena 21 sportelli ogni 100 mila abitanti, la terza peggiore dotazione a livello nazionale, preceduta solo da Campania e Calabria. Anche l’uso dei servizi digitali non compensa la carenza: solo il 44% dei siciliani utilizza l’internet banking.
La geografia della desertificazione mostra che il 39% dei comuni siciliani non dispone più di alcuno sportello bancario e un ulteriore 25% può contare su una sola filiale, perciò quasi due comuni su tre risultano privi di un’offerta bancaria adeguata.
Nella provincia di Siracusa il fenomeno è rappresentato da due casi emblematici: Melilli, con oltre 13 mila abitanti, è oggi servito da un solo sportello bancario, mentre Solarino, con circa 7.600 residenti, è completamente privo di filiali.
Tra le province maggiormente colpite, il rapporto indica Messina, Enna, Palermo, Agrigento e Catania. La provincia di Siracusa presenta una situazione meno critica rispetto ad altre realtà siciliane, ma il progressivo arretramento del sistema bancario resta motivo di preoccupazione.
Sulla situazione interviene il segretario generale di First Cisl Sicilia, Fabio Sidoti: “La freddezza dei numeri è disarmante. Assistiamo a un progressivo scivolamento che mette in difficoltà intere comunità. I servizi bancari sono essenziali e il loro venir meno genera spopolamento, rinuncia agli investimenti, chiusura di attività economiche e riduzione del reddito, complicando la vita di famiglie e imprese”.
Il sindacato chiede l’istituzione di un Osservatorio regionale sull’attività bancaria per monitorare il fenomeno e dialogare con gli istituti di credito e con la Regione Sicilia.
Anche il segretario generale nazionale di First Cisl, Riccardo Colombani, collega la desertificazione bancaria alle operazioni di aggregazione tra istituti: “Il risiko bancario – osserva – non può premiare soltanto gli azionisti, ma deve garantire benefici a tutti gli stakeholder. La chiusura delle filiali penalizza soprattutto le persone più fragili, a cominciare dagli anziani, e rende ancora più importante il ruolo delle banche di credito cooperativo, che continuano a mantenere un forte radicamento nei territori”.
Fonte: Fondazione Fiba - First Cisl, monitoraggio al 30 giugno 2026.