Siracusa · 21 Agosto 2026

Siracusa, dalle origini greche al riconoscimento UNESCO: sintesi di mille anni di storia

Dall’approdo dei coloni corinzi all’iscrizione di Ortigia nella lista del patrimonio mondiale, le principali tappe della città.

Siracusa, dalle origini greche al riconoscimento UNESCO: sintesi di mille anni di storia

Siracusa fu fondata nell’VIII secolo a.C. da coloni provenienti da Corinto, pur conservando tracce delle popolazioni locali presenti prima dell’arrivo dei Greci. Gli scavi archeologici confermano, come già attestato da Tucidide e Cicerone, una rapida espansione urbana: partendo dal nucleo di Ortigia si formarono in breve tempo Acradina, Tiche, Neapolis ed Epipoli, motivo per cui la città venne chiamata “Pentapoli”.

Tra la metà del VII e la fine del VI secolo a.C. i siracusani fondarono una rete di colonie satellite per difendere il territorio, tra cui Eloro, Akrai, Kasmenai e Camarina.

Il V secolo a.C. fu l’apice della potenza siracusana sotto tiranni come Gelone, Ierone e Dionigi. In quel periodo la città accumulò ricchezza e attrasse poeti e filosofi; il teatro greco rimane l’opera simbolo di quell’età. Alla corte di Ierone soggiornarono autori come Pindaro, Eschilo, Bacchilide e Simonide, mentre Platone fu ospite di Dionigi II.

Sul piano militare Siracusa fu impegnata a contrastare l’espansione cartaginese: nel 480 a.C. Gelone inflisse ai Cartaginesi una storica sconfitta presso il fiume Imera. Montesquieu, ne L’esprit des lois, richiamò quel fatto lodando il trattato con cui Gelone impose l’abolizione dei sacrifici di bambini. Dopo la vittoria furono realizzati il grande Athenaion e coniato il Demareteion, il primo decadramma, in onore di Demarete, moglie del sovrano.

Durante la guerra del Peloponneso la flotta ateniese assediò Siracusa, ma la chiusura dell’accesso al porto con una catena ribaltò la situazione: nel 413 a.C. Atene fu sconfitta sul mare e in terra presso il fiume Assinaro. I prigionieri ateniesi furono rinchiusi nelle latomie; secondo le fonti, si salvarono soltanto coloro che erano in grado di recitare a memoria brani delle tragedie greche.

A metà del III secolo a.C. Siracusa si avvicinò a Roma come alleata, ma cadde infine sotto il dominio romano nel 213 a.C., nonostante le difese realizzate con le macchine da guerra di Archimede. Dopo un periodo di declino, nel I secolo a.C. la città fu elevata a colonia romana e arricchita di nuovi monumenti, tra cui un anfiteatro e un arco monumentale.

La diffusione del cristianesimo accelerò dopo il passaggio di san Paolo nel 61 d.C., come attestano le estese catacombe cittadine. Nel 304 la giovane Lucia subì il martirio sotto l’imperatore Diocleziano.

Siracusa tornò sotto il controllo bizantino nel 535 grazie alle campagne di Giustiniano; qui soggiornò e morì l’imperatore Costante II nel 668. La conquista musulmana del 878 spostò il baricentro politico dell’isola verso Palermo. Nel 1038 la spedizione bizantina guidata da Giorgio Maniace rientrò temporaneamente in città e portò via il corpo di santa Lucia destinato all’imperatrice di Costantinopoli; la città tornò poi in mani arabe fino alla conquista normanna del 1086.

Le tracce dell’epoca sveva, come il castello Maniace sulla punta di Ortigia, testimoniano l’interesse di Federico II per la città. Dopo la guerra del Vespro, a partire dalla fine del Duecento, Siracusa fu assegnata come dote alle regine aragonesi, condizione che favorì la prosperità fino al 1536, quando Carlo V ne pose fine.

Ridotta principalmente all’isola di Ortigia, Siracusa fu inserita nel sistema difensivo spagnolo contro i turchi e circondata da mura costruite recuperando pietre da monumenti antichi, tra cui il teatro greco, l’anfiteatro romano e l’ara di Ierone. Sotto il controllo spagnolo la città attraversò secoli difficili, segnati da epidemie, carestie e dai terremoti del 1542 e del 1693.

Con il passaggio ai Borbone di Napoli nel 1735 iniziarono riforme poi interrotte dall’arrivo di Napoleone. Dopo la Restaurazione la città si distinse per l’opposizione alla monarchia borbonica, perdendo il ruolo di capoluogo nel 1837 a favore di Noto fino al 1865. Nei decenni post-unitari si registrarono due ondate di demolizioni: la prima colpì edifici religiosi sostituiti da caserme, teatri e scuole; la seconda smantellò le fortificazioni cinquecentesche.

Nel Novecento Siracusa si espanse verso la terraferma dando vita al Rettifilo (l’attuale Corso Umberto) e al quartiere della Borgata, esempi significativi di architettura liberty. Dalla metà del secolo sono stati avviati importanti restauri, in particolare nel parco archeologico della Neapolis, mentre il centro storico di Ortigia ha ricevuto tutela speciale che nel 2005 ha portato all’iscrizione nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Articolo basato sulla ricostruzione storica pubblicata su Siracusa News il 21 agosto 2026, a firma Oriana Gionfriddo.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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