Articolo 9 propone una riforma dei beni culturali: previsto un Polo amministrativo Siracusa-Ragusa
Il Manifesto arriva dopo il furto del 15 agosto a Messina e delinea nuovi assetti organizzativi, priorità e tempi di attuazione
L’Associazione Articolo 9 è intervenuta nel dibattito aperto dal furto avvenuto lo scorso 15 agosto al Museo regionale “Maria Accascina” di Messina e ha presentato un Manifesto per un nuovo ordinamento del sistema regionale dei beni culturali.
Nel documento l’associazione evita polemiche dirette sulle responsabilità dell’episodio e indica invece fragilità strutturali del sistema: organici ridotti e invecchiati, carenze di profili specialistici, direzioni vacanti o affidate ad interim, strutture accorpate, archivi non aggiornati e una prevenzione spesso subordinata alla gestione dell’emergenza.
Articolo 9 richiama lo schema di rimodulazione varato nel dicembre 2025, che prevedeva la soppressione di 56 delle 76 Unità operative esistenti, riducendole a 20, una riduzione pari al 73,7 per cento. L’associazione cita i rilievi istruttori del CGA secondo cui una riforma di tale portata dovrebbe essere preceduta da analisi dei servizi e dei bisogni, mappatura dei processi e valutazione dell’incidenza della digitalizzazione.
Il Manifesto propone di mantenere Aree e Servizi centrali, Musei, Parchi e Biblioteche nella classificazione della L.R. n. 10/2000, mentre le Soprintendenze e l’Istituto regionale per la conoscenza, la conservazione e la sicurezza del patrimonio verrebbero riconosciuti come strutture tecnico-scientifiche complesse, sovraordinate ai Servizi specialistici.
Tra i punti chiave della proposta vi sono il superamento delle Unità operative dirigenziali con nuclei e ambiti territoriali affidati a funzionari specialisti; il ruolo del Soprintendente come Capo dell’Istituto; la previsione di cinque Servizi nelle Soprintendenze di Palermo, Catania e Messina e tre nelle altre sei province; sei Poli amministrativi condivisi operanti prevalentemente online al servizio di 36 strutture; e direzioni tecnico-scientifiche qualificate per Musei, Parchi, Biblioteche e per l’Istituto regionale.
I sei Poli amministrativi sarebbero articolati secondo un criterio di prossimità territoriale nelle seguenti aree: Agrigento-Caltanissetta-Enna, Palermo, Trapani, Catania, Messina e Siracusa-Ragusa. Complessivamente questi Poli dovrebbero servire 36 strutture: 25 istituti culturali, nove Soprintendenze territoriali, la Soprintendenza del Mare e l’Istituto regionale. I Poli concentrerebbero funzioni amministrative come personale, contabilità, contratti, acquisti, finanziamenti e rendicontazione, senza togliere autonomia scientifica agli istituti.
Il Manifesto individua inoltre il CRICD e il CRPR come i due Servizi dell’Istituto regionale, comprendendo archivi, laboratori, catalogazione, diagnostica, restauro e la Carta del rischio a costituire l’infrastruttura scientifica comune del sistema.
Sono elencate sei priorità di intervento: una disciplina speciale che modifichi la L.R. n. 10/2000 per il riconoscimento delle Soprintendenze e dell’Istituto regionale come strutture complesse; una programmazione dei fabbisogni e dei reclutamenti basata su funzioni, territori e professionalità; una dirigenza riservata ai vertici con nuclei e territori affidati a funzionari qualificati; l’attivazione dei sei Poli amministrativi digitali e territorialmente prossimi; il recupero della Carta del rischio e il potenziamento dell’Istituto regionale estendendo la prevenzione ai rischi naturali e antropici; e il ripristino di un governo scientifico con un Consiglio regionale dei beni culturali dotato di funzione permanente di coordinamento e verifica.
Il Manifesto fissa anche una tabella di marcia: entro 45 giorni una ricognizione di organici, funzioni, procedimenti e vacanze con moratoria degli accorpamenti e messa in sicurezza della Carta del rischio; entro 90 giorni la definizione dello schema di disciplina speciale, del modello delle Soprintendenze, dei sei Poli e della rete dei Musei, Parchi e Biblioteche e dell’assetto dell’Istituto regionale; entro sei mesi un disegno di legge coordinato con selezioni nazionali e il passaggio al nuovo sistema di dirigenza; entro dodici mesi il primo ciclo di reclutamento e riorganizzazione, un rapporto annuale sulla tutela e l’istituzione di una sede permanente di confronto tecnico-scientifico.
L’Associazione Articolo 9 chiede al Presidente della Regione, all’Assessore regionale dei Beni culturali e alla Commissione Cultura dell’Assemblea Regionale Siciliana di avviare un confronto pubblico per la revisione coordinata delle leggi fondamentali e la definizione del nuovo ordinamento del comparto.
"Chiediamo alla Sicilia di ricostruire un sistema di tutela capace di conoscere, decidere e intervenire prima che il patrimonio venga irrimediabilmente perduto", si legge nel Manifesto promosso dall’associazione.