Siracusa · 21 Agosto 2026

Mandato d’arresto dalla Turchia: la Global Sumud Flotilla aveva fatto tappa a Siracusa e Augusta

Ankara ha emesso un mandato internazionale nei confronti di Benjamin Netanyahu e di un altro cittadino israeliano; la missione era partita da Siracusa e da Augusta in due momenti diversi

Mandato d’arresto dalla Turchia: la Global Sumud Flotilla aveva fatto tappa a Siracusa e Augusta

Il governo di Ankara ha emesso un mandato d’arresto internazionale nei confronti di Benjamin Netanyahu e di Afek Moskovitch, accusati di crimini contro l’umanità, genocidio e altri reati collegati all’intercettazione della Global Sumud Flotilla e alla successiva detenzione di attivisti, avvenute lo scorso maggio.

Secondo la ricostruzione della vicenda, circa 430 membri dell’equipaggio delle cinquanta imbarcazioni intercettate dall’esercito israeliano nel Mediterraneo, a ovest di Cipro, furono portati in Israele, trattenuti nel carcere di Ketziot e successivamente deportati. Un video diffuso dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, che mostrava gli attivisti in ginocchio e con le mani legate, ha suscitato particolare indignazione.

La vicenda riguarda direttamente il territorio locale: la Global Sumud Flotilla è infatti partita in due momenti diversi da Siracusa e da Augusta, prima nell’autunno 2025 e successivamente nella primavera 2026.

In occasione di una delle partenze, la portavoce italiana della missione, Maria Elena Delia, aveva dichiarato: “L’unica contromisura che stiamo prendendo è quella di continuare a chiedere la protezione delle istituzioni e del governo per un’iniziativa così pacifica, non violenta e necessaria in questo momento in cui la situazione a Gaza, se possibile, sta peggiorando ancora”.

Commentando il mandato d’arresto emesso dalla Turchia, Maria Elena Delia ha detto a SkyTg24: “Accogliamo con favore qualunque iniziativa giudiziaria che riconosca l’illegalità delle azioni compiute dal governo israeliano contro la Global Sumud Flotilla e che contribuisca a rompere un’impunità che dura da troppo tempo”. Ha poi aggiunto che gli attivisti hanno subito “attacchi, intercettazioni illegali in acque internazionali, sequestri delle imbarcazioni, arresti e violenze” e che tali fatti “devono avere conseguenze sul piano della giustizia internazionale”.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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