La Fonte Aretusa a Ortigia: tra mito, storia e visitatori illustri
Dalla leggenda di Aretusa e Alfeo alle descrizioni di Cicerone, fino alla sosta di Nelson nel 1798: il racconto di uno dei luoghi simbolo di Siracusa
La Fonte Aretusa si trova nell’estremità dell’isola di Ortigia ed è considerata uno dei luoghi più suggestivi di Siracusa. Cicerone la descrisse come una sorgente d’acqua dolce “di incredibile ampiezza, pienissima di pesci”, separata dal mare da un massiccio muro di pietra che impediva l’invasione delle acque salate, permettendo la presenza sia di pesci d’acqua dolce sia di pesci di mare, come confermò il cronista C.M. Arezzo.
Sul sito si è stratificata un’antica leggenda: il dio fluviale Alfeo si innamorò della ninfa Aretusa, seguace di Artemide. Per sottrarsi alle sue avances, Aretusa chiese aiuto alla dea e fu trasformata in sorgente; inabissatasi sotto il Mar Ionio, riemerse a Ortigia. La tradizione racconta che Alfeo attraversò il sottosuolo del mare per raggiungerla, riaffiorando nel porto grande di Siracusa in quella che viene chiamata l’occhio della Zillica.
Il mito e la fonte hanno ispirato poeti come Pindaro, Mosco, Ovidio, Virgilio e Gabriele D’Annunzio; sono citati da storici e geografi antichi quali Timeo, Pausania, Diodoro Siculo, Strabone e Cicerone; la sorgente è stata raffigurata sulle monete dagli incisori siracusani Cimone ed Eveneto; il compositore polacco Karol Szymanowski le dedicò una composizione.
Secondo la tradizione riportata da Pausania, prima di fondare la colonia di Siracusa il condottiero Archia avrebbe consultato l’oracolo di Delfi, ricevendo la risposta: “Un’isoletta, Ortigia, in mezzo al fosco mare ne sta, di contro alla Trinacria, ove la bocca sgorga dell’Alfeo, mista alla polla d’Aretusa bella”.
La Fonte Aretusa attirò anche visitatori illustri in epoca moderna. Nel giugno 1798 l’ammiraglio britannico Orazio Nelson fece sosta a Siracusa per rifornirsi di viveri e acqua prima dello scontro con la flotta napoleonica ad Abukir. Il 22 luglio scrisse: “Grazie ai vostri sforzi noi ci siamo riforniti di viveri ed acqua, e sicuramente avendo attinto alla Fonte Aretusa, la vittoria non ci può mancare”. Dopo la vittoria su Napoleone, due anni più tardi Nelson ricevette a Siracusa una medaglia d’oro e la cittadinanza dal Senato cittadino.
La conformazione della fonte cambiò nel tempo. In origine rimaneva fuori dalla cinta muraria e vi si accedeva tramite una ripida scalinata che scendeva al livello del mare attraverso una porta detta “Saccaria”, dalla quale, secondo la tradizione, sarebbero passati i Romani durante la conquista della città. Nel 1540 Carlo V inglobò la fonte nelle nuove fortificazioni militari di Ortigia. Solo nel 1847, con la liberazione dell’invaso, la sorgente assunse l’aspetto attuale; il belvedere adiacente è ciò che resta dell’antico bastione, demolito nella seconda metà dell’Ottocento.
(Articolo basato sulle informazioni pubblicate da Siracusa News)