Insulti sui social alla figlia di Davide Faraone, l’Osservatorio Civico di Siracusa parla di «mancanza di consapevolezza»
Il presidente Salvo Sorbello condanna gli attacchi e solleva criticità nella rete sociosanitaria e nell’impiego dei fondi regionali
Un post con foto al mare pubblicato dal deputato Davide Faraone, in cui appare insieme alla figlia affetta da autismo, è stato seguito da una valanga di insulti sui social. L’episodio è stato commentato dall’Osservatorio Civico di Siracusa, che lo ha definito sintomo di una diffusa mancanza di consapevolezza.
«Anche il taglio corto dei capelli della ragazzina viene criticato», ha osservato Salvo Sorbello, presidente dell’Osservatorio Civico e del Comitato Consultivo Aziendale dell’Asp di Siracusa. Sorbello ha ricordato le difficoltà pratiche che certe scelte comportano per la bambina, come la necessità di restare immobile durante la visita dal parrucchiere o di farsi toccare per un semplice shampoo.
Il presidente ha inoltre rilevato che la condizione di deputato del padre (Faraone è palermitano e politico di Italia Viva) potrebbe avere incentivato l’ondata di attacchi da parte dei cosiddetti «leoni da tastiera». Il suo appello, però, è rivolto soprattutto alle tante famiglie «invisibili» per le istituzioni, che hanno il dovere di sostenerle.
Secondo Sorbello, il numero di persone con diagnosi di disturbo dello spettro autistico è cresciuto negli ultimi anni in modo esponenziale, mentre il livello di consapevolezza della società e della politica, anche a livello locale, resta «a livelli vergognosi».
Il presidente dell’Osservatorio ha poi richiamato specifiche criticità amministrative: la Regione Siciliana ha restituito allo Stato 5 milioni di euro del fondo «Dopo di noi» per non essere stata in grado di spenderli correttamente, e la legge sul «Dopo di noi» del 2016 è ancora «ampiamente non applicata anche in provincia di Siracusa», con risorse disponibili non utilizzate per sostenere le persone con disabilità grave e le loro famiglie.
Sorbello ha sottolineato l’urgenza di percorsi di autonomia per le persone con disabilità e la domanda che tormenta molti genitori: «cosa ne sarà di mio figlio quando io non ci sarò più?».
Infine ha evidenziato la mancanza di una reale integrazione sociosanitaria sul territorio: sindacati e realtà locali sollecitano un dialogo più efficace tra Comuni e Asp, mentre sociale e sanitario restano spesso separati. I distretti socio-sanitari sono definiti un fallimento anche a causa della loro carenza di autonomia giuridica.
Articolo pubblicato su Siracusa News il 20 agosto 2026. Autore: Oriana Gionfriddo.