Francesco Italia respinge le richieste di dimissioni: "Resterò fino alla fine del mandato"
Dopo l’azzeramento della Giunta e la mozione di sfiducia sottoscritta da 14 consiglieri, il sindaco insiste sulla necessità di garantire la continuità amministrativa a Siracusa
Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ha ribadito la propria intenzione di non dimettersi, nonostante l’azzeramento della Giunta e la presentazione di una mozione di sfiducia.
Secondo Italia, la priorità resta la città e la nomina di una Giunta ridotta, dopo la revoca degli assessori seguita all’inchiesta Nexus, è stata decisa per garantire la continuità dell’amministrazione e permettere l’approvazione degli atti più urgenti. Il completamento dell’esecutivo, ha precisato il sindaco, dipenderà dagli sviluppi politici delle prossime settimane.
Italia ha dichiarato di non sminuire gli aspetti giudiziari e ha confermato che gli approfondimenti annunciati dopo l’inchiesta proseguono; ha aggiunto che tornerà in Consiglio comunale per riferirne gli esiti. Al tempo stesso ha respinto la richiesta di lasciare Palazzo Vermexio: “La mozione di sfiducia sarà chiaramente discussa, anche se non la condivido – ha detto – ma non può e non deve bloccare l’amministrazione. Io non intendo in alcun modo dimettermi”.
Il sindaco ha criticato i partiti che chiedono le dimissioni, richiamando altre vicende giudiziarie a livello nazionale, e ha accusato una parte dell’opposizione di voler sfruttare il momento per favorire elezioni anticipate: “Il Consiglio comunale oggi è diviso tra chi vuole lavorare per la città e chi vuole bloccare tutto per andare alle elezioni, sperando di godere di un momento favorevole sulla base di una vicenda giudiziaria – ha sostenuto – creando gravi danni a Siracusa”.
Tra gli impegni amministrativi che, secondo il sindaco, non possono essere sospesi figurano l’apertura di cinque scuole, l’inaugurazione del PalaIndoor, il rafforzamento dell’offerta universitaria e la programmazione finanziaria. Italia ha ribadito l’obiettivo di approvare il bilancio entro fine dicembre per non perdere risorse o interrompere investimenti.
Sulla mozione di sfiducia, lo stesso primo cittadino ha ricordato che è stata sottoscritta da 14 consiglieri mentre per approvarla servirebbero 20 voti; per questo motivo ritiene che al momento non ci siano i numeri per interrompere anticipatamente il mandato e ha aggiunto che un mancato raggiungimento della maggioranza necessaria non lo porterà a dimettersi.
Italia ha inoltre avvertito che una conclusione anticipata della consiliatura potrebbe determinare una fase di commissariamento, con ricadute sulla continuità dell’azione amministrativa. In chiusura, ha ringraziato gli esponenti della coalizione Mpa–Grande Sicilia e in particolare gli onorevoli Carta e Bandiera per il sostegno politico e personale mostrato nei confronti dell’amministrazione.