Siracusa · 22 Ottobre 2026

Inchiesta Nexus, il Consiglio comunale di Siracusa: opposizione chiede le dimissioni, Italia respinge e annuncia verifiche

Seduta convocata dopo gli sviluppi dell’indagine: opposizioni pronte a una mozione di sfiducia, l’assessore Coppa difende gli strumenti di trasparenza

Inchiesta Nexus, il Consiglio comunale di Siracusa: opposizione chiede le dimissioni, Italia respinge e annuncia verifiche
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

La vicenda legata all’inchiesta Nexus è approdata nell’aula consiliare di Siracusa con un confronto politico serrato tra maggioranza e opposizioni. Il sindaco Francesco Italia ha letto un intervento preparato e ha ribadito la propria estraneità a condotte illecite, rifiutando di dimettersi e invitando a rispettare la presunzione di innocenza in relazione a un’indagine ancora in corso.

La seduta, sollecitata dalle opposizioni tramite una mozione di censura, è stata aperta dall’intervento del consigliere del Partito Democratico Massimo Milazzo, che ha posto numerosi interrogativi sul funzionamento dei controlli interni, sugli affidamenti e sui presunti frazionamenti degli appalti riconducibili allo stesso nucleo familiare. Milazzo ha richiamato le contestazioni relative all’ostello di Cassibile e le segnalazioni precedenti, chiedendo chiarimenti sulle relazioni trimestrali dei dirigenti e sulle verifiche compiute dopo le prime segnalazioni.

Anche i consiglieri di Fratelli d’Italia Paolo Cavallaro e Paolo Romano hanno criticato la gestione politica della vicenda. Cavallaro, pur dichiarandosi garantista rispetto al piano giudiziario, ha contestato al sindaco una mancata vigilanza e ha chiesto chiarimenti sul piano di audit comunale, definendo insufficiente l’azzeramento della Giunta. Romano ha attribuito responsabilità politiche e morali al primo cittadino, paragonandone la gestione a comportamenti ritenuti contestabili.

Forza Italia, attraverso la consigliera Alessandra Barbone e il capogruppo Damiano De Simone, ha spostato l’accento sulla responsabilità politica ed etica, chiedendo le dimissioni sia del sindaco sia del capo di gabinetto Gibilisco. Dal Partito Democratico la consigliera Sara Zappulla ha criticato le modalità con cui il sindaco ha comunicato la propria posizione, auspicando una presa di distanza politica. Non tutti i consiglieri, tuttavia, hanno aderito alla linea delle dimissioni: il consigliere Franco Zappalà e altri hanno richiamato il principio del garantismo e segnalato il progressivo indebolimento degli strumenti di controllo locale, come l’abolizione dei consigli di quartiere.

Nel suo intervento in Aula, Francesco Italia ha detto di non voler discutere nel merito atti di indagine ancora aperti, ha riaffermato la disponibilità a collaborare con gli inquirenti e ha rivendicato il diritto alla presunzione di innocenza. Ha inoltre respinto l’idea di essere il riferimento di un sistema di favori, ricordando la propria vicinanza politica e personale a figure coinvolte ma chiedendo di distinguere rapporti personali dalle responsabilità individuali emerse dall’indagine.

Sull’ostello di Cassibile il sindaco ha difeso la finalità dell’intervento, nato per contrastare sfruttamento e caporalato, e ha annunciato una serie di iniziative amministrative: una verifica interna sugli appalti a partire dal 2021, il rafforzamento dei controlli sugli affidamenti diretti sotto soglia e la revoca di un incarico di responsabile unico del procedimento. Ha inoltre riferito di una collaborazione con la Procura europea e ha promesso di tornare in Consiglio, insieme al segretario generale, per illustrare gli esiti delle verifiche.

Italia ha spiegato di aver chiesto agli assessori di rimettere le deleghe solo dopo l’approvazione di alcuni atti relativi a finanziamenti ritenuti importanti e ha confermato che un membro del suo ufficio di gabinetto si è dimesso. Ha confermato poi la richiesta a Pierpaolo Coppa di rimanere in carica, ricordandone il ruolo in precedenti fasi di inchiesta.

L’assessore alla Legalità e alla Trasparenza Pierpaolo Coppa, unico componente della Giunta rimasto in carica dopo l’azzeramento parziale, ha evitato di entrare nel merito dell’indagine e ha richiamato l’esistenza degli strumenti di pubblicità e controllo: la sezione “Amministrazione trasparente” del sito comunale, le banche dati con atti e affidamenti e la possibilità per chiunque di effettuare verifiche. Coppa ha inoltre citato l’organismo indipendente di valutazione e i revisori dei conti, ha affermato che il Ministero dell’Interno avrebbe liquidato il 99,4 per cento degli importi relativi ai lavori sulla base delle rendicontazioni presentate e verificate, e ha osservato che nei lavori sarebbero stati coinvolti più di dieci soggetti.

L’assessore non ha escluso l’adozione in futuro di strumenti aggiuntivi di controllo, anche tramite verifiche affidate a soggetti esterni o sistemi informatici automatizzati per individuare anomalie negli affidamenti, precisando tuttavia che scelte di questo tipo richiederebbero una decisione politica.

Al termine della seduta, le opposizioni di Partito Democratico, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno confermato la richiesta di dimissioni del sindaco e la disponibilità a percorrere la strada della mozione di sfiducia. I gruppi di opposizione hanno contestato in particolare la scelta di affidarsi a video per comunicare alcuni passaggi e hanno giudicato insufficiente l’azzeramento parziale della Giunta.

Tra i consiglieri sono emerse anche posizioni di prudenza: alcuni, come Ivan Scimonelli, hanno sottolineato la necessità di attendere l’esito delle indagini e hanno richiamato il principio del garantismo. La crisi politica sul piano locale resta aperta: da un lato il sindaco intende proseguire il mandato e avviare verifiche amministrative, dall’altro le opposizioni chiedono una discontinuità che coinvolga nomine, controlli e responsabilità politiche. Sul piano giudiziario le contestazioni restano oggetto d’indagine e dovranno essere accertate nelle sedi competenti.

Fonte: Raccontiamo Siracusa

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