A Noto la Zuleima Basket: il Baskin che mette al centro le capacità di ciascuno
Dal 2010 la squadra nota per promuovere competizione e partecipazione di persone con abilità diverse si prepara a nuove gare in Sicilia
A Noto il Baskin è una realtà attiva dal 2010 grazie all’impegno della Zuleima Basket, che negli anni ha costruito un gruppo in grado di rinnovarsi e di coinvolgere persone con abilità differenti. La pratica, spiegano gli allenatori, combina spirito agonistico e condivisione: sul campo le differenze non sono viste come un limite, ma come una risorsa utile al gioco collettivo.
Il Baskin nasce per permettere a persone con e senza disabilità di giocare insieme. Il sistema prevede l’assegnazione di ruoli in funzione delle capacità di ciascun atleta: «lo pratichiamo dal 2010 – racconta Marco Formica, fondatore della Zuleima Basket insieme con Vincenzo Spadaro, attuale presidente e istruttore – ed è uno sport stupendo perché coinvolge tutti, disabili e normodotati, in base alle potenzialità di ognuno». Formica sottolinea che i ruoli si attribuiscono per capacità e non sulla base della condizione di disabilità, evitando assistenzialismo e favorendo una pratica agonistica vera.
La Zuleima Basket partecipa a campionati, organizza amichevoli e trasferte in Sicilia, dove il numero di squadre è aumentato. La società segnala inoltre che a maggio del 2027 è prevista la Coppa Italia a Ragusa. «Il Baskin è l’unico sport che si adatta alle persone e non il contrario», aggiungono gli allenatori, ricordando che il gruppo si rinnova ogni anno con nuovi elementi.
Dietro la squadra ci sono storie personali e relazioni che rafforzano l’esperienza sportiva. Una madre, Lucia, racconta di aver scoperto il Baskin accompagnando il figlio agli allenamenti di basket e di aver trovato «un gioco affascinante» che consente di dare il massimo delle proprie possibilità e genera un forte senso di comunità.
Gli atleti stessi raccontano il valore dell’esperienza. Caracciolo Colmenares, originario del Venezuela, gioca a Baskin a Noto da circa 15–16 anni ed è anche il viceallenatore: descrive il percorso come un’autentica forma di inclusione dove il valore agonistico si unisce all’amicizia. Salvo, che pratica il Baskin da dieci anni, sottolinea il rapporto umano con gli allenatori Marco e Barbara, definiti rispettivamente «un fratello» e «un’amica del cuore».
Tra i più giovani c’è Dante, 15 anni, che ha scelto il Baskin per continuare a praticare uno sport di squadra vicino a casa e che gli garantisse autonomia. Per lui il Baskin è divertente, favorisce il mettersi in gioco e aiuta a relazionarsi con gli altri, anche in presenza di disabilità.
Le testimonianze raccolte mostrano un progetto sportivo che a Noto continua a crescere dal 2010 grazie al lavoro degli allenatori, alla partecipazione degli atleti e al supporto di chi sceglie di mettersi in gioco: una convinzione condivisa è che nello sport ciascuno può trovare il proprio spazio e contribuire al risultato comune.