Muore in incidente il colonnello Marco Sorrentino, ex comandante del GICO di Roma
Lo scontro frontale è avvenuto il 20 ottobre a Sasso Marconi; la Guardia di Finanza e Libera hanno espresso cordoglio
Il colonnello Marco Sorrentino, 50 anni, originario di Caserta, è morto oggi, martedì 20 ottobre, in un incidente stradale avvenuto intorno alle 11:30 sul raccordo R43 a Sasso Marconi, in provincia di Bologna. Nell'impatto frontale sono state coinvolte due autovetture; sul posto sono intervenuti i soccorsi sanitari, pattuglie della Polizia Stradale e personale del 3° Tronco di Bologna di Autostrade per l’Italia. Autostrade per l’Italia ha temporaneamente chiuso l’R43 in entrambe le direzioni a seguito dell'incidente. La notizia è stata diffusa dalla Guardia di Finanza.
Sorrentino aveva guidato fino a due anni fa il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (GICO) della Guardia di Finanza di Roma. Tra le attività investigative a lui attribuite si segnalano le operazioni Apogeo, Brasile low cost e Raccordo criminale e le indagini sul clan Senese, iniziative che secondo quanto riportato hanno contribuito a ricostruire meccanismi di narcotraffico, traffici illeciti e riciclaggio collegati a organizzazioni criminali operanti sul territorio romano.
La Guardia di Finanza ha espresso cordoglio con un post sui canali social, in cui il Comandante Generale, a nome di tutto il personale, ha manifestato profondo dolore per la scomparsa del colonnello Sorrentino, ricordandone il servizio al Paese e rivolgendosi anche ai colleghi coinvolti nell'incidente con l'augurio di pronta guarigione.
Anche l'associazione Libera ha manifestato «profondo dolore per la tragica e prematura scomparsa del colonnello Marco Sorrentino». Gianpiero Cioffredi, coreferente di Libera Lazio, ha ricordato l’impegno professionale di Sorrentino alla guida del GICO di Roma, il lavoro svolto in un contesto segnato da infiltrazioni mafiose nell’economia e la disponibilità mostrata nei confronti della società civile e dell’associazione. Cioffredi ha espresso vicinanza alla famiglia, ai colleghi della Guardia di Finanza e l'intenzione di mantenere vivo l'impegno nel contrasto alle economie criminali.