Roma · 15 Ottobre 2026

La procura di Roma chiede il 41‑bis per Michele Senese dopo la conferma dell'accusa di associazione mafiosa

L'iter per il carcere duro parte in seguito alla sentenza definitiva sull'inchiesta 'Affari di Famiglia'; la decisione finale spetta al ministro della Giustizia Carlo Nordio.

La procura di Roma chiede il 41‑bis per Michele Senese dopo la conferma dell'accusa di associazione mafiosa
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

La procura di Roma ha avviato l'iter per l'applicazione del regime del 41‑bis nei confronti di Michele Senese, con l'obiettivo, secondo gli inquirenti, di interrompere i canali di comunicazione tra il presunto boss e l'esterno. La richiesta è stata inoltrata al ministero della Giustizia dopo la conferma, in via definitiva, della contestazione di associazione di stampo mafioso nell'ambito dell'inchiesta denominata "Affari di Famiglia".

Secondo gli investigatori, Senese sarebbe stato in grado di impartire direttive e gestire affari illeciti anche dall'interno del carcere. La misura mira a "silenziare" quella che la procura definisce come l'operatività persistente della struttura criminale radicata nella capitale.

Il provvedimento è stato anticipato da Il Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Vincenzo Bisbiglia. La vicenda giudiziaria di Senese è segnata da precedenti fasi processuali complesse: era già stato sottoposto al 41‑bis tra il 2015 e il 2016 nell'ambito del procedimento per l'omicidio di Giuseppe Carlino.

Nel marzo 2016 la Corte d'Appello aveva escluso l'aggravante mafiosa nel caso Carlino, derubricando il fatto a vendetta privata. L'impostazione difensiva sostenuta dall'avvocato Dario Vannatiello era stata confermata anche dalla Corte di Cassazione, che aveva fatto cadere la condanna all'ergastolo e rideterminato la pena a 30 anni di reclusione.

A riaprire la valutazione sulla pericolosità e la capacità di mantenere contatti esterni del gruppo è stata la sentenza definitiva della Cassazione sull'inchiesta "Affari di Famiglia", che ha confermato l'impianto accusatorio relativo all'associazione mafiosa e ha fornito al pool antimafia gli elementi per richiedere il carcere duro.

La decisione finale sull'applicazione del 41‑bis spetta al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, chiamato a valutare la richiesta della procura di Roma. La ricostruzione investigativa segnala che comunicazioni tra il presunto capo e l'esterno viaggiavano, secondo quanto riportato, anche attraverso pizzini nascosti nelle scarpe.

Senese, originario di Afragola, è inoltre indagato come presunto mandante principale dell'omicidio di Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik: si tratta di una contestazione formulata dalla procura, che nell'ambito delle indagini ritiene che il capo possa aver dato il via libera per quel delitto.

Fonte: Raccontiamo Roma

Torna a Roma