Roma · 14 Ottobre 2026

Due minorenni identificati per la ‘banda della microcar’ a Roma

I due, di 16 e 17 anni, sono ritenuti responsabili di sei aggressioni avvenute tra Monteverde e Testaccio; l'attore Davide Iacopini è ricoverato in prognosi riservata

Due minorenni residenti a Roma sono stati individuati come presunti responsabili di una serie di aggressioni compiute la notte tra il 4 e il 5 ottobre scorso. I due, di 16 e 17 anni, sono ritenuti autori di almeno sei episodi avvenuti tra i quartieri di Monteverde e Testaccio.

Secondo gli accertamenti, i giovani avvicinavano passanti, ciclisti o persone su monopattino e li colpivano dal finestrino o dal lato passeggero della minicar con calci, spinte o con tubi di plastica, per poi allontanarsi cercando di coprire la targa. Una delle aggressioni è avvenuta tra viale dei Quattro Venti e via Barilli: tra le persone ferite c’è l’attore Davide Iacopini, tuttora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale San Camillo di Roma.

I carabinieri della compagnia Roma San Pietro e la polizia locale, coordinati dalla procura della Repubblica di Roma, hanno identificato i due minori e sequestrato una minicar corrispondente a quella descritta dalle vittime. Uno dei due è un 17enne, indicato come figlio di un carabiniere e residente a Monteverde, che si trovava alla guida; l’altro è un 16enne residente nella zona di Testaccio e già con precedenti di polizia.

I ragazzi sono stati ascoltati in caserma davanti al pubblico ministero della procura di Roma e, sempre secondo gli atti, hanno confessato e ammesso i fatti. Le indagini si sono avvalse dell’analisi dei filmati delle videocamere di Monteverde e Testaccio e di rilievi tecnici.

Determinanti sono risultate anche la testimonianza di un meccanico, che ha dichiarato di aver installato sulla minicar alcuni led, una luce rossa sulla targa e adesivi — tra cui uno con un serpente — corrispondenti alle caratteristiche del mezzo ricercato, e l’uso di un’applicazione sul cellulare di uno dei due che permetteva di localizzare da remoto i dispositivi.

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal pm Ambrogio Cassiani e svolte con il supporto delle sezioni “Cyber Investigation” e “Rilievi Tecnico Scientifici” del nucleo investigativo e del Ris di Roma, hanno raccolto elementi indiziari ritenuti gravi circa l’uso della minicar per le sei aggressioni.

La minicar sequestrata non risulterebbe essere il veicolo denunciato rubato il 7 ottobre da un avvocato che aveva segnalato un veicolo nero simile a quello descritto dalle vittime. Il fascicolo, inizialmente aperto a piazzale Clodio per tentato omicidio, è ora passato alla procura per i minorenni.

Fonte: Raccontiamo Roma

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