Aggressione a Centocelle: 70enne ferito, la Comunità islamica denuncia l’episodio
L'episodio del 25 settembre in via dei Licheni. Il legale annuncia querela con l'aggravante di odio razziale
La Comunità islamica di Roma ha reso nota un’aggressione avvenuta il 25 settembre in via dei Licheni, nel quartiere Centocelle, ai danni di un uomo di 70 anni di origine marocchina, identificato come Karim. Il racconto della vittima è stato raccolto in un video diffuso dall’associazione.
Secondo quanto riferito da Karim, mentre stava camminando e parlava con un amico è stato avvicinato da un uomo che gli ha detto «vieni qua, perché alzi la voce?». Poco dopo è sopraggiunto un ragazzo armato di una mazza da baseball che, sempre secondo la versione del 70enne, gli ha urlato «Vattene al tuo Paese, marocchino» e lo ha spinto fino a farlo cadere a terra, colpendolo.
La vittima ha dichiarato di essersi recato in ospedale per le ferite: ha riportato il naso e alcuni denti rotti e un forte gonfiore all’occhio sinistro che le avrebbe causato difficoltà visive. Karim ha riferito di essersi sentito aggredito «senza motivo» e di avere timore dopo l’episodio; nel video ha anche raccontato che «anche altre persone, dalle forze, mi hanno urlato di andarmene».
La vicenda è seguita dall’avvocato Andrea Augenti, che ha annunciato che entro la prossima settimana sarà sporta querela nella quale verrà prospettata anche l’aggravante dell’odio razziale.
Sulla vicenda sono intervenuti anche esponenti di Forza Italia: Rachele Mussolini, capogruppo in Campidoglio, e Michel Emi Maritato, commissario nel municipio V, hanno espresso «totale e affettuosa solidarietà» a Karim, condannando l’aggressione definita «di chiara matrice razzista e islamofoba» e auspicando una ferma presa di posizione collettiva contro odio e xenofobia.
Ahmed Vall, a nome della Comunità islamica di Roma, ha annunciato l’avvio di due iniziative: la creazione di uno sportello dedicato alle discriminazioni per offrire ascolto, orientamento e supporto a chi subisce episodi discriminatori, e l’apertura di un’interlocuzione strutturata con Roma Capitale per trasformare quanto avviato a livello municipale in un percorso più ampio di prevenzione, monitoraggio e contrasto delle discriminazioni, coinvolgendo istituzioni, associazioni e realtà del territorio.