Due romani ai domiciliari in carcere dopo un raid: richiesta di 5.000 euro e colpi di pistola in via del Colle della Lite
Il VI distretto Casilino ricostruisce una serata di intimidazioni culminata nello sfondamento del cancello e nello sparo di alcune cartucce; due indagati ora a Regina Coeli
Gli accertamenti sono stati condotti dagli agenti del VI distretto Casilino della polizia di Stato. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata firmata dal gip di Roma Maddalena Cipriani su richiesta del sostituto procuratore Stefania Stefania.
I provvedimenti sono stati notificati a I.F., 39 anni, indicato dagli investigatori come il mandante, e a G.G., 51 anni, ritenuto l'esecutore materiale. Entrambi gli indagati sono stati portati al carcere di Regina Coeli.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, nella serata del 29 novembre due uomini si sarebbero presentati davanti al cancello di un'abitazione in via del Colle della Lite. Uno dei due, identificato in seguito come G.G., avrebbe suonato il videocitofono invitando il proprietario ad uscire e avrebbe preteso la consegna immediata di 5.000 euro, sostenendo che si trattasse di un debito contratto con il cognato, I.F..
Mentre la richiesta veniva avanzata, un complice rimasto a bordo dell'auto avrebbe avviato una videochiamata con I.F., che attraverso lo schermo del telefono avrebbe ribadito la richiesta con toni minacciosi, secondo quanto emergerebbe dalle testimonianze raccolte.
La coppia, secondo gli investigatori, avrebbe rifiutato di consegnare il denaro. A quel punto i due aggressori sarebbero risaliti sull'auto e, dopo aver inserito la retromarcia, avrebbero accelerato contro il cancello d'ingresso dell'abitazione, sfondandolo nel tentativo di investire i coniugi.
Temendo per la propria incolumità, la vittima avrebbe quindi estratto una pistola regolarmente detenuta ed esploso alcuni colpi in terra e in aria per allontanare gli assalitori. Sul posto la scientifica ha repertato 10 bossoli e due ogive. I malviventi si sarebbero poi allontanati a bordo del mezzo danneggiato in direzione di via Casilina.
Nelle ore successive, il 30 novembre, l'auto impiegata nel raid è stata rinvenuta incendiata e abbandonata in via Uta, nel quartiere di Borghesiana.
Gli investigatori collegano la vicenda a pregresse collaborazioni lavorative tra la vittima e il cognato presso un'azienda di vendita di attrezzature: secondo la ricostruzione I.F. avrebbe continuato a pretendere la somma di 5.000 euro per un presunto intervento di recupero merce effettuato a Cerveteri nel marzo 2025, inviando messaggi intimidatori via WhatsApp nei mesi successivi.
La svolta nelle indagini è arrivata a dicembre 2025 quando la vittima ha consegnato alla polizia un DVD contenente messaggi vocali ricevuti sul proprio telefono, nei quali l'autore ammetterebbe di essere stato incaricato dall'odierno indagato. Accertamenti tecnici sull'utenza telefonica e un riconoscimento fotografico hanno poi portato all'identificazione di G.G. come autore materiale dello sfondamento e della tentata estorsione.
I familiari della vittima avrebbero confermato le pressioni esercitate da I.F.. La magistratura, valutata la gravità dei fatti e la pericolosità sociale degli indagati — con G.G. indicato come soggetto pluripregiudicato — ha disposto la custodia cautelare in carcere per entrambi, dove resteranno a disposizione dell'autorità giudiziaria.