Tor Sapienza, nuovo tentativo di rientro nel palazzo di via Cesare Tallone dopo lo sgombero del 29 settembre
La questura segnala 12 persone accompagnate all’ufficio immigrazione; prosegue il presidio h24 e il monitoraggio aereo dell’area
Un nuovo tentativo di occupazione è stato sventato questa mattina, mercoledì 30 settembre, nel palazzo abbandonato di via Cesare Tallone a Tor Sapienza. L’intervento dei poliziotti del reparto mobile è scattato alle 8:00, a 24 ore dallo sgombero eseguito il 29 settembre.
Come riferiscono dagli uffici di via San Vitale, tre persone di origine extracomunitaria sono state intercettate all’interno dello stabile e avviate all’ufficio immigrazione per gli adempimenti del caso e la valutazione di eventuali provvedimenti, compreso il collocamento presso Centri di permanenza per il rimpatrio. Altri nove soggetti sono stati individuati nelle aree verdi retrostanti lo scheletro edilizio grazie al supporto aereo dell’elicottero della polizia e successivamente accompagnati anch’essi all’ufficio immigrazione di via Patini. In totale, vengono segnalati dodici stranieri accompagnati per approfondimenti sul loro status sul territorio nazionale.
La questura ha predisposto un presidio h24 nell’area e continuano le attività di monitoraggio delle aree verdi perimetrali rispetto allo stabile, ritenute possibili vie di accesso e uscita. Secondo quanto comunicato, il gruppo intercettato avrebbe sfruttato la boscaglia e una recinzione latente per allontanarsi alla vista degli agenti; il tracciamento aereo ha consentito di raggiungere l’area dove si erano temporaneamente rifugiati.
Per presidiare anche il perimetro verde che circonda lo stabile, saranno impiegate nelle prossime ore le unità a cavallo della polizia e dei carabinieri, in linea con gli indirizzi dettati dal prefetto di Roma.
Il nuovo intervento segue l’operazione di sgombero del 29 settembre, che aveva portato all’identificazione di 25 persone extracomunitarie trovate senza documenti, tre arresti per spaccio e il recupero di sei scooter rubati. Nell’immobile erano stati rinvenuti circa due chili di marijuana, crack e cocaina, circa 4.000 euro in contanti e, all’interno di un mobile, una pistola di piccolo calibro munita di colpi, sottoposta a sequestro per approfondimenti investigativi. Per otto stranieri accompagnati all’ufficio immigrazione era stato predisposto il collocamento presso Centri di permanenza per il rimpatrio dislocati a livello nazionale.
La questura ha spiegato che l’intervento del 29 settembre è stato condotto con l’impiego della polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri e della guardia di finanza e si è reso necessario a fronte dello stato di abbandono dell’immobile, per il quale viene ritenuto urgente un intervento della proprietà per la messa in sicurezza.
Nel quartiere la tensione resta alta: a poche ore dallo sgombero, il 29 settembre un cittadino nigeriano di 42 anni è stato accoltellato alle gambe in via Raffaele Costi, a pochi decine di metri dallo stabile. Nella mattinata del 30 settembre, un passante ha trovato al parco Montagna, nel vicino quartiere de La Rustica, il cadavere di un uomo di origine straniera non ancora identificato con ferite d’arma da taglio. Non si esclude un collegamento tra i due fatti di sangue e lo sgombero del palazzo del crack, secondo quanto riferito dalle fonti citate.