Tor Sapienza: sgombero in via Cesare Tallone, sequestri e piano per la messa in sicurezza e la demolizione
Il blitz del 29 settembre ha portato a arresti, sequestri e a un presidio permanente; commissariato e prefettura annunciano interventi per bonifica e abbattimento
Il blitz è avvenuto martedì 29 settembre davanti ai residenti di Tor Sapienza. Le operazioni hanno interessato l’edificio occupato in via Cesare Tallone, noto negli anni per degrado, spaccio e occupazioni abusive.
Il bilancio delle attività di polizia segnala 25 persone extracomunitarie trovate senza documenti, tre soggetti arrestati per spaccio e il ritrovamento di sei scooter rubati. Sono stati sequestrati circa due chili di marijuana, crack e cocaina e circa 4.000 euro in contanti. All’interno di un mobile è stata inoltre rinvenuta una pistola di piccolo calibro munita di colpi; l’arma è stata posta sotto sequestro e saranno effettuati accertamenti investigativi, anche per verificarne la funzionalità.
Per otto stranieri, accompagnati all’ufficio immigrazione, è stato predisposto il collocamento presso i Cpr (Centri di permanenza per il rimpatrio) dislocati su scala nazionale.
La zona è stata chiusa e cinturata con un massiccio impiego di agenti della polizia di Stato, carabinieri e finanzieri. La sala operativa sociale ha predisposto un servizio di assistenza ai soggetti interessati dalle operazioni. I residenti hanno seguito l’intervento, alcuni con sollievo, altri segnalando sui gruppi di quartiere il timore che le persone sgomberate si fossero disperse in altre aree, tra cui Tor Sapienza e La Rustica.
Nel corso della giornata le forze dell’ordine sono dovute intervenire nuovamente a seguito di segnalazioni di un nuovo tentativo di occupazione. In una nota la questura ha riferito: “A fronte di segnalazioni pervenute e riferite di nuovi soggetti all'interno dell'immobile – prosegue l'azione di controllo delle forze di polizia che sta facendo di nuovo ingresso con contingenti della forza pubblica per allontanare ulteriori intrusi”. La nota aggiunge che eventuali presenze saranno allontanate e, “in caso di presupposti di legge, si procederà all'accompagnamento dei soggetti intercettati presso i competenti uffici di polizia per ogni adempimento”. Lo stabile, ha precisato la questura, “verrà presidiato senza soluzione di continuità dalle forze di polizia con interventi di bonifica e sgombero che saranno effettuati a vista in presenza di indicatori che lascino presumere nuovi accessi indebiti all'interno”.
Sulla vicenda ha effettuato un sopralluogo la commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie; il presidente della commissione, Alessandro Battilocchio (Forza Italia), ha dichiarato: “Intorno al palazzo c’è una situazione di degrado assoluto. Nella zona rimarrà un presidio permanente delle forze di polizia perché la situazione va monitorata”. Battilocchio ha riferito che dalle autorità è arrivata la rassicurazione che la società proprietaria provvederà “entro il mese di ottobre, alla messa in sicurezza della zona che è propedeutica rispetto all'unica cosa possibile per questa struttura che è la demolizione”. Ha inoltre aggiunto: “Quindi la messa in sicurezza arriverà entro il mese di ottobre. Nel frattempo rimane il presidio permanente interforze. Noi siamo una commissione di inchiesta – non abbiamo poteri diretti se non evidenziare la criticità di alcune situazioni e siamo qui per mettere in luce una situazione non tollerabile”.
Anche il prefetto Lamberto Giannini è intervenuto: “Lo sgombero non può mai rappresentare un punto di arrivo se non è accompagnato da interventi concreti e tempestivi di custodia, messa in sicurezza e definitiva eliminazione delle condizioni che hanno consentito l'instaurazione dell'illegalità e il riprodursi del degrado. È necessario che ciascuno faccia la propria parte, perché il ripristino della legalità sia effettivo e duraturo”. Giannini ha poi sottolineato che lo Stato non arretrerà e che proseguirà “con ancora maggiore determinazione nell’azione di ripristino della legalità”.
La prefettura ha annunciato la convocazione della proprietà per assicurare “l'immediato avvio delle attività di bonifica e messa in sicurezza dell'immobile” e per definire “il percorso volto all'abbattimento del fabbricato”, con l'obiettivo di evitare nuove occupazioni e restituire l'area al quartiere.
Lo stabile di via Cesare Tallone era già stato interessato da precedenti sgomberi nel 2019 e nel 2023. Negli ultimi anni l’edificio è stato teatro di incendi e di episodi che avevano suscitato allarme, tra cui la denuncia presentata a maggio da una ragazza colombiana che dichiarò di essere stata vittima di violenza sessuale.