Roma · 29 Settembre 2026

Sgombero a Tor Sapienza: liberato il palazzo di via Cesare Tallone

Alle 7 del 29 settembre 2026 polizia e carabinieri, coordinati dalla prefettura, hanno allontanato gli occupanti dall'edificio fatiscente

Dalle 7 del mattino di martedì 29 settembre 2026 polizia di Stato e carabinieri, coordinati dalla prefettura di Roma e con il supporto della Digos, sono intervenuti all'interno dell'immobile di via Cesare Tallone, nel quartiere Tor Sapienza, noto come il cosiddetto "palazzo della droga" del Municipio V. L'area è stata circondata dai mezzi blindati e un elicottero ha sorvolato a bassa quota per monitorare possibili movimenti verso i terreni adiacenti. La sala operativa sociale ha predisposto il servizio di assistenza per le persone coinvolte.

Lo stabile, da tempo in condizioni fatiscenti, è stato segnalato come punto di riferimento per il traffico di sostanze stupefacenti e come rifugio per persone in condizione di marginalità. La situazione si era aggravata dopo l'incendio divampato nel novembre 2025: nei mesi successivi al rogo decine di persone erano tornate a stabilirsi nell'edificio, gravemente danneggiato e privo delle condizioni igienico-sanitarie di base.

La vicenda ha toccato un picco di gravità a maggio, quando una cittadina colombiana ha denunciato di essere stata vittima di uno stupro di gruppo all'interno del rudere; l'accaduto ha determinato un imponente intervento delle forze dell'ordine dopo una serie di controlli già svolti nelle settimane precedenti. In operazioni antidroga e perquisizioni svolte nella primavera e nell'estate gli investigatori hanno inoltre sequestrato armi e recuperato decine di dosi di stupefacente confezionate per la vendita. In alcuni controlli sono state intercettate sei persone prive di documenti d'identità validi, poi accompagnate agli uffici dell'ufficio immigrazione della Questura di Roma per gli accertamenti di rito.

Gli accertamenti investigativi indicano che nello stabile si svolgevano attività illecite riconducibili allo spaccio; gli organi inquirenti hanno inoltre segnalato l'assenza di casi ufficiali di intossicazione grave o decessi direttamente collegabili all'assunzione di sostanze e hanno escluso la presenza di fentanyl, smentendo notizie false sulla diffusione di quella sostanza.

Lo sgombero odierno non è il primo: analoghe operazioni erano state svolte nel 2019 e nel 2023, con il successivo ritorno progressivo di occupanti informali nelle settimane o nei mesi successivi.

La proprietà dell'immobile, cambiata recentemente, ha espresso la volontà formale di procedere all'abbattimento totale del rudere. Tuttavia, secondo la ricostruzione fornita, la conformazione dell'edificio e la mancanza di pareti perimetrali integre rendono complesse le operazioni di chiusura e messa in sicurezza, ostacolando la prevenzione di nuove occupazioni in attesa delle autorizzazioni per la demolizione.

Il presidente del Municipio Roma V, Mauro Caliste, ha commentato positivamente l'intervento e ha chiesto che la proprietà "porre in essere ogni azione utile a custodire l'immobile in attesa della demolizione", ringraziando inoltre il prefetto Lamberto Giannini per l'impegno. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha definito lo sgombero un intervento importante e ha richiamato la necessità che la proprietà proceda rapidamente alla demolizione per impedire nuove occupazioni, ringraziando prefetto Giannini, le forze dell'ordine e il presidente del Municipio per il lavoro svolto.

Fratelli d'Italia, in una nota firmata dal deputato e presidente della Federazione romana Marco Perissa, dal vicepresidente di FdI Roma Daniele Rinaldi, dal capogruppo capitolino Giovanni Quarzo e dai consiglieri capitolini Mariacristina Masi, Federico Rocca, Francesca Barbato e Stefano Erbaggi, ha salutato lo sgombero come "una risposta concreta" al degrado e all'illegalità nel quadrante est della Capitale, chiedendo che l'intervento odierno sia l'inizio e non la conclusione del percorso verso la demolizione e la riqualificazione dell'area.

Le operazioni in corso mirano ora a completare l'identificazione di tutti i presenti e a liberare i vani interni dell'edificio. La responsabilità delle opere di recinzione e della pianificazione dell'abbattimento passa ora alla proprietà e agli organi tecnici competenti.

Fonte: Raccontiamo Roma

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