Inchiesta sulla presunta cessione della Lazio: Bisignani ascoltato in procura, Lotito smentisce la trattativa con JP Morgan
Il manager si è presentato spontaneamente a piazzale Clodio e ha negato di aver voluto influenzare il mercato; il presidente del club parla di 'invenzione'
Il 28 settembre 2026 Luigi Bisignani si è presentato spontaneamente in procura a Roma ed è stato ascoltato per circa un'ora dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dai sostituti procuratori Lorenzo Del Giudice e Lucia Lotti nell'ambito dell'inchiesta che ipotizza una regia unitaria dietro la presunta offensiva volta a costringere Claudio Lotito a cedere la società.
Indagato nel fascicolo, Bisignani ha respinto ogni addebito. Secondo quanto riferito dal suo legale, l'avvocato Martina Pompei, il manager ha dichiarato ai magistrati di non aver mai pensato che i suoi articoli potessero influenzare il mercato azionario, di essere tifoso della Lazio e di essersi offerto di aiutare la società e Claudio Lotito, indicato come un amico. Pompei ha inoltre riferito che, sempre secondo Bisignani, in passato Lotito avrebbe rifiutato un'offerta di JP Morgan.
La presidenza della SS Lazio ha però smentito la ricostruzione. Per mezzo dell'avvocato Gian Michele Gentile, Lotito ha dichiarato che non ha mai intrattenuto con il signor Bisignani rapporti né d'affari né di amicizia e che la trattativa con JP Morgan è «mai esistita», definendola «una vera e propria invenzione».
La procura di Roma sta cercando di accertare se la diffusione di notizie sulla cessione della società e le pressioni veicolate attraverso media e social network potessero avere l'obiettivo di alterare il valore delle azioni della SS Lazio, società quotata a Piazza Affari.
Nell'ambito dell'inchiesta risultano indagati anche il presidente della Banca del Fucino, Mauro Masi, e l'amministratore delegato dell'istituto, Francesco Maiolini. Lo scorso 15 settembre i carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci avevano eseguito una serie di perquisizioni; a seguito degli accertamenti la Banca del Fucino ha dichiarato di non essere coinvolta nel provvedimento e ha confermato la totale fiducia nei confronti dei propri vertici.
Tutti i soggetti citati sono indagati; valgono per loro le garanzie della presunzione di innocenza in attesa degli sviluppi dell'inchiesta.