Scomparso Umberto Pizzi, il fotografo che raccontò la mondanità romana
Aveva 88 anni; l'annuncio della morte è stato dato da Il Fatto Quotidiano. Fu testimone per oltre sessant'anni della Dolce Vita e del cosiddetto 'cafonal'
Umberto Pizzi è morto all'età di 88 anni. L'annuncio della sua scomparsa è stato reso noto da Il Fatto Quotidiano; Pizzi avrebbe compiuto 89 anni il prossimo 7 ottobre.
Nato a Zagarolo nel 1937, ha iniziato giovanissimo la sua attività di fotoreporter. Ha lavorato per conto della Fao in Paesi come Iran, Iraq, Turchia, Siria e Giordania, entrando in contatto con scenari lontani dalla mondanità che poi avrebbe spesso raccontato.
Negli anni Sessanta il suo nome si impose nella Roma della Dolce Vita: Pizzi seguì da vicino star del cinema italiano e internazionale, tra cui Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Eduardo De Filippo, Roberto Rossellini, Elizabeth Taylor e Richard Burton.
Negli anni Settanta e Ottanta ampliò il suo campo d'interesse verso politica, cultura e imprenditoria. Nel 1988 è diventato giornalista pubblicista. Tra le immagini a cui era particolarmente legato figurava quella del segretario comunista Enrico Berlinguer.
Ha pubblicato i suoi scatti su testate italiane e internazionali, tra cui Time, People Magazine e Sunday Express Magazine. Negli anni Duemila la collaborazione con il sito Dagospia ha contribuito ad aumentare la sua notorietà; dal 2012 ha collaborato con Il Fatto Quotidiano, firmando il portfolio settimanale insieme a Fabrizio d'Esposito e partecipando alla rubrica video "Pizzi e Merletti". Le sue fotografie sono apparse anche su Formiche.
Alle immagini dei divi si sono affiancate fotografie dedicate a scrittori, intellettuali, politici, imprenditori, aristocratici e personaggi della finanza e dello spettacolo. Da questa esperienza sono nati i volumi Cafonal e Ultracafonal, legati alla stagione della mondanità romana che Pizzi ha raccontato come destinata a mutare nei comportamenti e nei valori: secondo il fotografo, l'inizio degli anni Novanta segnò una fase in cui la ricerca della visibilità divenne sempre più centrale.
Nel 2026 Rai Cultura ha trasmesso la docuserie Profumo di Pizzi, costruita con fotografie, materiali d'archivio e i ricordi del fotografo. La sua attività lo ha reso testimone per oltre sessant'anni della vita pubblica e mondana italiana, con un ruolo particolarmente riconosciuto nella rappresentazione della Roma mondana.