Roma · 25 Settembre 2026

Perquisizioni anche a Roma nell’inchiesta su due gruppi neonazisti su Telegram

Il Ros e la procura di Roma hanno dato esecuzione a 17 decreti di perquisizione: 14 minorenni e 3 maggiorenni indagati per propaganda, istigazione e addestramento con finalità terroristiche

Diciassette decreti di perquisizione personale, locale e informatica sono stati eseguiti su delega delle procure di Roma (ordinaria e per i minorenni) e di Venezia nell’ambito di indagini avviate dal Ros e dalla Digos sul monitoraggio online di ambienti neonazisti, suprematisti e accelerazionisti presenti su diversi social media. Le attività, coordinate dalla procura di Roma, hanno riguardato complessivamente 14 minorenni e 3 maggiorenni.

Fra le persone interessate dall’attività investigativa c’è un 16enne residente in provincia di Roma. Le perquisizioni sono state condotte il 24 settembre dagli investigatori del Ros, coadiuvati dai comandi provinciali dei carabinieri di Roma, Como, Catanzaro, Bologna, Milano, Reggio Emilia, Benevento, Genova, Udine, Palermo e Trento, e con il supporto delle Digos di Verona, Napoli, Benevento, Brescia e Trento, oltre alla Direzione centrale della polizia di prevenzione.

Secondo gli accertamenti riportati, gli indagati sono ritenuti partecipanti a due gruppi Telegram denominati "Nuovo Ordine Europeo" e "F.F.I. Movimento Fronte Fascista Italiano". Il gruppo "Nuovo Ordine Europeo" sarebbe stato creato il 5 agosto 2025 e chiuso il 26 aprile 2026; il gruppo "F.F.I.", secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato creato il 10 ottobre 2025 e chiuso il 24 aprile 2026.

Nel corso delle chat, spiegano gli investigatori, venivano condivisi video, immagini, messaggi e documenti riconducibili alla propaganda dell’ideologia nazionalsocialista e della supremazia bianca, nonché materiali di negazione dell’Olocausto e contenuti di incitamento all’odio verso ebrei, persone di colore, persone Lgbt e altre minoranze. Sarebbero stati diffusi anche filmati di noti attentatori suprematisti — fra i quali viene citato Brenton Tarrant, responsabile dell’attentato di Christchurch del 15 marzo 2019 — e contenuti che esaltavano Adolf Hitler, le SS e il fascismo.

Le indagini hanno inoltre rilevato la condivisione di manifesti pubblicati da attentatori suprematisti e di manuali e istruzioni per la fabbricazione e l’uso di ordigni esplosivi artigianali, oltre a indicazioni su addestramento e utilizzo di coltelli e armi da fuoco. In alcune occasioni, sempre secondo gli accertamenti, nei messaggi si rilevano minacce e inviti a violenze contro specifiche categorie: alcuni post riportati dagli inquirenti contengono formule minacciose e apologia della violenza, fra cui la frase segnalata dagli investigatori "sgozziamo i meticci non puri".

Ad alcuni degli indagati viene contestata la partecipazione al gruppo F.F.I., dove sarebbero stati condivisi anche video di esecuzioni sommarie e materiale propagandistico legato al gruppo suprematista "The Base". Nel corso delle perquisizioni, svolte in totale da 14 nuclei dei carabinieri e 3 della polizia, sono stati sequestrati coltelli e altre armi bianche, vessilli e oggetti con simbologia nazista, oltre a numerosi device ritenuti utilizzati per la diffusione dei messaggi.

I reati per i quali sono state adottate le misure cautelari e avviate le indagini, secondo quanto riferito, comprendono istigazione a delinquere; propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa; addestramento ad attività con finalità di terrorismo, aggravati dalle finalità terroristiche. I soggetti coinvolti sono formalmente indagati: valgono, come previsto dalla legge, la presunzione di innocenza e i diritti di difesa.

Fonte: Raccontiamo Roma

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