Ostia, ventenne accerchiato e picchiato per un’accusa di fotografia a minori: sul telefono nessuna immagine
L’aggressione è avvenuta il 15 agosto sul lungomare Paolo Toscanelli; gli agenti della polizia locale non hanno trovato foto o video incriminanti
Un ventenne è stato accerchiato e picchiato da alcuni bagnanti il pomeriggio di Ferragosto, sabato 15 agosto, in uno stabilimento sul lungomare Paolo Toscanelli a Ostia, affollato per la giornata festiva. La tensione è esplosa dopo la diffusione della voce secondo cui il giovane stesse riprendendo di nascosto alcuni bambini presenti sulla spiaggia.
Secondo la ricostruzione riportata, il gruppo di persone ha circondato il ragazzo e la situazione è degenerata in pochi istanti: il ventenne è stato colpito con calci e pugni mentre alcuni addetti dello stabilimento e i marinai di salvataggio cercavano di impedire conseguenze più gravi.
Sono intervenuti gli agenti del X gruppo Mare della polizia locale di Roma Capitale, che hanno sottratto il giovane al gruppo e lo hanno portato in un luogo sicuro per le identificazioni e gli accertamenti. Dal controllo del suo smartphone non sono emerse fotografie o video dei bambini presenti sulla spiaggia; dagli accertamenti sarebbe invece risultato che, nei momenti precedenti all’aggressione, il ragazzo stava effettuando una videochiamata.
Il ventenne, regolarmente soggiornante in Italia e di origini egiziane, è stato poi affidato ai sanitari e trasportato all’ospedale San Camillo per le lesioni riportate durante il pestaggio.
Gli agenti stanno cercando di identificare le persone coinvolte nell’aggressione: le testimonianze dei presenti e gli eventuali filmati disponibili potrebbero aiutare a stabilire chi abbia materialmente colpito il ragazzo e come sia nata l’accusa.
Si segnala che, solo pochi mesi prima, il 21 giugno, si era verificato un episodio simile in un lido di Nettuno, nella provincia di Roma. In quel caso una bambina aveva corso verso la madre urlando “Si è abbassato il costume e mi ha scattato una foto”; il passaparola aveva determinato l’accerchiamento di un giovane bengalese, poi salvato da un agente in pensione e dai carabinieri. Quell’episodio si era rivelato poi una notizia infondata, con il giovane che dimostrò la propria innocenza.