Roma · 25 Settembre 2026

Caso Orlandi: a Roma è indagata anche Gabriella Boggiani, parla di una telefonata fatta per uno "scherzo"

Boggiani ha saputo di essere indagata durante l'audizione alla commissione bicamerale; al centro delle verifiche una chiamata del 1983 richiesta da Marco Fassoni Accetti.

Gabriella Boggiani ha appreso di essere indagata durante la sua audizione davanti alla commissione bicamerale di inchiesta sulle scomparse di Mirella Gregori e di Emanuela Orlandi. "Apprendo ora di essere indagata", ha dichiarato la donna durante l'audizione, una circostanza confermata anche da ambienti giudiziari.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le verifiche a carico di Boggiani riguardano una telefonata effettuata nel 1983 da una cabina telefonica nel quartiere Africano di Roma, su esplicita richiesta di Marco Fassoni Accetti. Per la donna è stato aperto un fascicolo distinto.

Boggiani ha ricostruito l'episodio durante l'audizione, che è stata in vari momenti secretata. "Un giorno Accetti mi disse: 'Dai, dai fai questo scherzo — ha riferito — fai questa telefonata'. Io la feci, eravamo in una cabina telefonica nel quartiere Africano" a Roma "ma senza pensare a niente di strano, io non sapevo neanche che fosse questo nome, questa Orlandi, non era ancora successo niente, lui mi disse, dì che noi sappiamo dove sta Emanuela Orlandi e basta finito".

La donna ha detto di non aver letto un comunicato nella telefonata: "Confermo di aver fatto una telefonata, non di aver letto un comunicato", dove il riferimento è alla presunta richiesta di scambio di Emanuela con il terrorista turco Alì Agca.

Boggiani ha inoltre preso le distanze da Accetti, che ha definito "stravagante, pazzerello", affermando di non avere più avuto contatti con lui dopo una frequentazione occasionale risalente a oltre 40 anni fa. Riguardo alla scoperta di essere indagata, ha detto: "Io non ho mai avuto paura — certo adesso dopo quello che è stato detto qui, io non sapevo di essere indagata, un po' di timore ce l'ho".

La procura di Roma aveva riaperto formalmente il fascicolo sul caso Orlandi nel 2023. Accetti si autoaccusa da anni di aver avuto un ruolo in quello che definisce un finto rapimento a scopo di estorsione. Sia la commissione parlamentare sia la procura stanno cercando di riesaminare episodi e aspetti non approfonditi in passato. I carabinieri del Ris stanno eseguendo nuove indagini genetiche sul flauto che Accetti consegnò quando si autoaccusò: i risultati sono attesi.

Fonte: Raccontiamo Roma

Torna a Roma