Roma · 23 Settembre 2026

Agente del reparto scorte arrestato a Roma, è accusato di aver trasferito un milione di euro dalla Spagna

La Guardia di Finanza e la squadra mobile hanno eseguito l’arresto nell’ambito dell’inchiesta su Christian Vocaturo, ritenuto il presunto 'cassiere' dei narcos di Tor Bella Monaca

È finito in carcere lunedì P.C., agente della Polizia di Stato in servizio al reparto scorte, accusato di trasferimento fraudolento di valori con finalità di riciclaggio. L’arresto è stato eseguito dalla Guardia di Finanza e dalla squadra mobile della questura di Roma nell’ambito degli ulteriori sviluppi della maxi inchiesta che nell’ottobre 2025 aveva portato al sequestro di oltre 93 milioni di euro e coinvolto 123 indagati.

Il nome di P.C. compariva già nell’ordinanza che un anno fa aveva ricostruito l’architettura finanziaria costruita attorno a Christian Vocaturo, ritenuto il presunto cassiere dei narcos di Tor Bella Monaca. Secondo gli inquirenti, il poliziotto avrebbe proseguito a muoversi su un doppio binario: il servizio istituzionale nelle scorte di giorno e, nel tempo libero, una presunta collaborazione con il sodalizio.

L’episodio più grave contestato risale all’estate del 2021. Tra il 27 e il 31 luglio di quell’anno, secondo l’ipotesi accusatoria, Vocaturo e il suo braccio destro avrebbero fatto transitare, tramite l’intermediazione di Chen Zhidong detto 'Cesare', la somma di un milione di euro verso società estere. Il denaro sarebbe stato poi ritirato in contanti in Spagna e trasportato in Italia via auto, con la presunta complicità di Chen Zhidong e di Pan Lishuang detta 'Lisa', che secondo gli investigatori avrebbero gestito a Roma, in via Cairoli, un centro clandestino di raccolta e consegna occulta di denaro operante con il cosiddetto sistema "fei ch'ien".

Nella ricostruzione della Guardia di Finanza, a bordo dell’auto utilizzata per il trasporto dalla Spagna all’Italia ci sarebbe stato anche il poliziotto P.C.. La sua presenza, si legge negli atti, non sarebbe stata casuale: in quanto appartenente alla Polizia di Stato, l’agente avrebbe rappresentato una precauzione per il gruppo, utile in caso di controlli stradali.

Nell’impianto accusatorio dell’inchiesta madre P.C. compariva già tra i partecipi dell’associazione facente capo a Vocaturo. Negli atti si indica che l’agente avrebbe "espletato attività di collaborazione presso gli uffici del sodalizio" e avrebbe "coadiuvato a trasportare denaro contante dalla Spagna". Gli investigatori avevano inquadrato questo ruolo come "stabile" e non occasionale, circostanza che, secondo la procura e la Guardia di Finanza, le indagini più recenti avrebbero ulteriormente confermato.

Le indagini della Guardia di Finanza di Roma, condotte attraverso il GICO e il 3° Nucleo metropolitano in collaborazione con militari di Viterbo, avrebbero fatto emergere una struttura criminale organizzata su due livelli: un sistema di frode fiscale interno, basato su indebite compensazioni di crediti d’imposta e frodi IVA, e un circuito di riciclaggio con ramificazioni internazionali, in particolare verso la Cina e altri Paesi asiatici.

Al centro del presunto sistema, secondo l’accusa, sarebbe la figura di Christian Vocaturo, già arrestato nel 2024 e considerato il presunto contabile dei clan di Tor Bella Monaca e anello di collegamento con i cartelli colombiani della droga. A Vocaturo vengono attribuite operazioni economiche con una società di padel ritenuta dagli inquirenti un veicolo per il reimpiego di capitali illeciti. Insieme a Mirko e Samuel Calì, ritenuti tra i promotori della piazza di spaccio del R10 di Tor Bella Monaca, Vocaturo avrebbe gestito intestazioni fittizie di quote societarie, contratti d’affitto simulati e bonifici di centinaia di migliaia di euro verso imprese compiacenti per occultare la reale provenienza dei fondi.

Con l’arresto di P.C., l’inchiesta sul network legato a Vocaturo si amplia, e gli inquirenti ritengono che la rete di collaborazioni abbia riguardato anche un canale all’interno delle forze dell’ordine. L’imputato, difeso dal proprio legale, dovrà ora rispondere davanti al giudice delle contestazioni mosse nei suoi confronti.

Fonte: Raccontiamo Roma

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