Procura chiede 30 anni per la presunta banda che adescava su Grindr a Roma
Tre giovani accusati di rapine, estorsioni, lesioni e violenza sessuale nei confronti di nove uomini tra febbraio e marzo 2023
La procura di Roma ha chiesto complessivamente trent'anni di carcere — dieci anni per ciascuno — per tre giovani accusati di aver messo in atto una serie di rapine, tentate estorsioni, lesioni e un’aggressione sessuale ai danni di nove uomini adescati tramite Grindr.
Gli imputati sono un ventiquattrenne di nazionalità romena e due fratelli gemelli italiani di ventidue anni. A vario titolo devono rispondere dei reati indicati dall’accusa: rapina, tentata estorsione, lesioni e violenza sessuale di gruppo.
Secondo la ricostruzione contenuta negli atti dell’inchiesta, il gruppo seguiva uno schema ripetuto. Uno dei tre contattava la vittima su Grindr e fissava l’appuntamento presentandosi a bordo di una Bmw. Dopo qualche minuto di conversazione l’auto veniva spostata in una zona appartata, dove gli altri due complici uscivano dall’abitacolo o dal bagagliaio per mettere in atto l’aggressione.
Le vittime sarebbero state colpite a mani nude o minacciate con un coltello per costringerle a consegnare denaro, telefoni cellulari, catenine e altri oggetti in oro. In un episodio, dopo aver sottratto 200 euro, gli imputati avrebbero costretto la vittima a tornare a casa a prendere altri 200 euro minacciando altrimenti di rivelare la sua omosessualità.
L’episodio più grave contestato risale al 25 febbraio 2023: in quella circostanza una persona sarebbe stata costretta a subire un rapporto orale da uno dei tre mentre gli altri due le impedivano la fuga all’interno dell’auto.
La sentenza del giudice per l’udienza preliminare è prevista per la prossima settimana.