Roma · 14 Agosto 2026

Lavitola valuta nuovo interrogatorio: la difesa prepara ricorso al Riesame a Roma

Il gip ha confermato la detenzione: la difesa chiederà il riesame sia delle misure cautelari sia dell'aggravante del metodo mafioso

Lavitola valuta nuovo interrogatorio: la difesa prepara ricorso al Riesame a Roma

La difesa di Valter Lavitola, assistita dall'avvocato Sergio Cola, sta valutando la possibilità di sottoporre il suo assistito a un nuovo interrogatorio davanti al pubblico ministero, dopo l'udienza di garanzia tenutasi mercoledì scorso a Rebibbia dinanzi al gip Iele Moricca.

Il gip, con un'ordinanza, ha ieri confermato la detenzione in carcere per l'ex editore e imprenditore. Nonostante la confessione di Lavitola — che ha ammesso di essere il mandante dell'attentato avvenuto lo scorso ottobre davanti all'abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci, sostenendo di averlo fatto per fargli innalzare il livello di protezione — il giudice ha ritenuto che le dichiarazioni fossero "fumose, assolutamente generiche e prive qualsivoglia indicazione concreta suscettibile di riscontro". La richiesta dei domiciliari non è stata accolta; anche la procura si era espressa negativamente.

A inizio settimana la difesa depositerà la richiesta di ricorso al tribunale del Riesame sia in relazione alle esigenze cautelari sia in merito all'aggravante del metodo mafioso contestata a Lavitola. L'udienza potrebbe essere fissata tra la fine di agosto e gli inizi di settembre.

Parallelamente, dovrebbe essere depositata a inizio settimana la richiesta di interrogatorio davanti al pubblico ministero da parte dei legali dei quattro arrestati lo scorso 30 giugno, ritenuti gli esecutori materiali dell'attentato davanti all'abitazione di Sigfrido Ranucci. Finora i tre uomini, detenuti in carcere, e la donna, ai domiciliari, si erano in gran parte avvalsi della facoltà di non rispondere negli interrogatori di garanzia e davanti al pm, limitandosi a dichiarazioni spontanee; ora sono pronti a tornare davanti agli inquirenti per rispondere alle domande.

I quattro sono accusati, a vario titolo, di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall'aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. Il tribunale del Riesame di Roma, nelle settimane scorse, aveva respinto le istanze difensive che chiedevano l'annullamento delle misure e il non riconoscimento dell'aggravante; quest'ultima era stata confermata.

Tra i destinatari delle misure figura anche Gomes Clesio Tavares, che al momento si troverebbe in Africa; nei suoi confronti i pm capitolini avvieranno a breve l'iter per l'estradizione.

Fonte: Raccontiamo Roma

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