Ispezione della Guardia di Finanza al Tuscolano: 469 lavoratori di un call center pagati in contanti
Accertate anomalie nelle retribuzioni relative a tre anni e mezzo; multa di circa 45mila euro e segnalazioni a Ispettorato, Inps e Inail
Un controllo svolto dai militari della Guardia di Finanza del comando provinciale di Roma ha portato alla luce irregolarità nella gestione delle retribuzioni di una società con sede nel VII municipio Tuscolano, operante nei settori dei call center e delle emittenti radiofoniche.
L’analisi delle carte retributive relative agli anni 2023, 2024, 2025 e parte di questo anno ancora in corso ha evidenziato anomalie riguardanti 469 lavoratori. In particolare è emerso il sistematico pagamento in contanti di una parte della retribuzione, una non corretta tenuta del libro unico del lavoro e omissioni nel versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.
Secondo gli accertamenti, i dipendenti svolgevano ore oltre l’orario previsto dal contratto e quella parte di lavoro veniva poi remunerata in contanti. L’uso del contante è risultato in contrasto con gli obblighi di tracciabilità delle retribuzioni.
L’attività è stata condotta dal 1° nucleo operativo metropolitano di Roma; l’analisi della documentazione aziendale e dei dati informatici ha permesso di ricostruire le modalità d’impiego del personale e di quantificare le irregolarità. Alla società è stata elevata una sanzione pecuniaria equivalente a circa 45mila euro.
Gli esiti investigativi sono stati inoltrati all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, all’Inps e all’Inail per gli adempimenti di competenza. Come spiegano dalla Finanza, "la tracciabilità delle retribuzioni non costituisce soltanto un obbligo formale: rende documentabili i pagamenti e consente al lavoratore di verificare le somme percepite. La regolarità contributiva incide direttamente, invece, sulla posizione previdenziale e sulle relative tutele assistenziali".