Roma · 04 Settembre 2026

Due scooter rubati dati alle fiamme al Quarticciolo, indagano i carabinieri

Il rogo la sera del 2 settembre nel quadrilatero tra via Ostuni, via Molfetta, via Manfredonia e piazza del Quarticciolo; i mezzi risultavano rubati secondo RomaToday.

Nella serata di martedì 2 settembre 2026 due scooter sono stati dati alle fiamme nel quadrilatero compreso tra via Ostuni, via Molfetta, via Manfredonia e piazza del Quarticciolo, nel quartiere della periferia sud-est della Capitale già segnalato per fenomeni di spaccio e degrado.

Sul luogo dell’incendio sono intervenuti i carabinieri della compagnia Casilina, che hanno avviato le indagini per ricostruire quanto accaduto e individuare i responsabili. Al momento non è chiaro se il rogo sia collegato ad attività di spaccio o ad altre circostanze.

Secondo quanto riportato da RomaToday, entrambi gli scooter risultavano rubati. Questo elemento è al centro degli accertamenti e ha fatto avanzare agli investigatori diverse ipotesi, compresa la possibilità che i mezzi siano stati impiegati per altre azioni prima di essere incendiati.

Non si tratta di un episodio isolato: lo scorso dicembre, sempre in via Molfetta, tre scooter erano andati a fuoco poche ore dopo il furto di un cancello condominiale. In una precedente operazione antidroga della compagnia Casilina, che aveva portato a cinque arresti tra il parco di via dei Larici e le vie del quartiere, i militari avevano inoltre rinvenuto carcasse di altri motorini abbandonati e bruciati.

I carabinieri proseguono gli accertamenti per stabilire l’origine dolosa dell’incendio e verificare eventuali collegamenti con altri reati commessi nelle stesse ore o nei giorni precedenti.

Sull’episodio è intervenuta l’associazione di volontariato ‘Semi di Luce’, che ha dichiarato: “Non possiamo permettere che il quartiere diventi terreno di scontro della criminalità. È arrivato il momento di dichiarare guerra alle piazze di spaccio, con controlli, prevenzione e soprattutto una presenza costante dello Stato. Chiediamo un presidio fisso delle forze dell’ordine nei punti più critici. Non servono più parole. Servono azioni concrete”.

Fonte: Raccontiamo Roma

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