Tribunale di Roma: oltre 410.000 euro di risarcimento per la figlia di un ex sergente della Marina
Accertato il nesso tra esposizione all’amianto durante il servizio e il mesotelioma; il Ministero della Difesa ha impugnato la sentenza
Il Tribunale di Roma ha riconosciuto la responsabilità del Ministero della Difesa e ha disposto un risarcimento di circa 410.000 euro, oltre a interessi e rivalutazione, in favore di Benedetta Ricci, figlia di Luigi Ricci, ex sergente della Marina Militare deceduto a 78 anni a causa di un mesotelioma.
Secondo la sentenza, è stato accertato il nesso causale tra l’esposizione alle fibre di amianto subita dal militare durante il servizio e l’insorgenza della patologia. Luigi Ricci, residente a Roma, prestò servizio dal settembre 1960 al dicembre 1966 come meccanico elettricista, prima a terra a La Maddalena e poi a bordo delle navi San Marco, Artigliere, Intrepido e Montecuccoli, entrando durante le attività di manutenzione in contatto con polveri e fibre di amianto.
La diagnosi di mesotelioma maligno epitelioide risale al 12 agosto 2019; dopo oltre due anni di malattia, Ricci è deceduto il 20 dicembre 2021. Già nel maggio 2022 il comitato di verifica per le cause di servizio aveva riconosciuto la dipendenza dell’infermità da causa di servizio, riconoscimento poi formalizzato dal Ministero della Difesa il 7 giugno 2022.
Il giudice civile ha quantificato il danno in circa 410.000 euro: circa 280.000 euro sono stati riconosciuti come danni subiti direttamente da Luigi Ricci nei due anni di malattia e sono stati trasmessi alla figlia in qualità di erede. Per il danno da perdita parentale il Tribunale aveva inizialmente stimato 259.857 euro, poi ridotti a 129.928 euro in ragione della mancata prova della convivenza tra padre e figlia.
La vicenda legale proseguirà in appello: a fine luglio il Ministero della Difesa ha impugnato la sentenza chiedendone la riduzione, mentre la figlia ha presentato appello incidentale per ottenere il pieno riconoscimento del danno da perdita del padre.
"Per me non è mai stata una questione di cifre, volevo che fosse riconosciuto ciò che è accaduto a mio papà. Ha servito lo Stato con onore, l'ha servito dai 17 ai 23 anni", ha dichiarato Benedetta Ricci. Sull’impugnazione della difesa ha aggiunto: "Scoprire che il Ministero ha impugnato la sentenza negando la convivenza mi ha colpita duramente e mi ha dato la misura di un'assoluta superficialità nel comprendere il gravissimo danno che ho subìto. Per questo ho scelto di andare avanti".
Ad assistere la donna è l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). "Questa pronuncia riconosce un punto fondamentale: l’esposizione è causalmente collegata al mesotelioma che lo ha portato alla morte", ha dichiarato il legale, aggiungendo che si proseguirà a tutela di Benedetta anche nel giudizio di appello.