Arrestato al Fiumicino un ricercato per traffico di droga con legami tra L'Aquila e Roma
Un cittadino macedone, ricercato da oltre due anni e individuato in Polonia, è stato fermato dalla Polizia di frontiera e trasferito al carcere di Rieti; a suo carico un mandato di arresto europeo dall’Aquila.
Un cittadino macedone è stato arrestato dalla Polizia di frontiera all’aeroporto di Fiumicino e poi trasferito nel carcere di Rieti, dopo essere stato individuato in Polonia e rientrato in Italia, secondo quanto riferito dalla Questura.
Nei suoi confronti pendeva un mandato di arresto europeo emesso dal gip del Tribunale dell’Aquila su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Le sue tracce erano state seguite anche dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia.
L’uomo deve rispondere dell’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e spaccio. L’indagine, coordinata tra novembre 2022 e giugno 2024 dalla Sezione antidroga della Squadra Mobile e dalla Sisco dell’Aquila, ha ricostruito una rete criminale operante nel capoluogo abruzzese e nel Lazio.
Secondo la Questura, il traffico riguardava prevalentemente cocaina: gli investigatori hanno identificato circa 650 clienti. Il cittadino macedone è ritenuto un elemento di rilievo dell’organizzazione, descritto come il braccio destro del capo e responsabile della gestione delle cessioni all’Aquila e, in alcune circostanze, anche a Roma.
La Questura riferisce che l’uomo si sarebbe occupato personalmente di individuare i nascondigli della droga e di effettuare diverse consegne. L’organizzazione avrebbe usato telefoni che passavano di mano in mano tra i pusher e automobili spesso intestate a prestanome; a consolidare il gruppo, secondo l’accusa, contribuivano una netta suddivisione dei compiti e legami di parentela o di comune origine.
L’operazione di novembre 2024 aveva già portato all’esecuzione di 22 custodie cautelari in carcere e sei arresti domiciliari. I quattro membri che erano riusciti a sfuggire alla cattura in quell’occasione sono stati successivamente rintracciati all’estero e arrestati in Italia.