Laura Procacci, la giovane laureanda della Sapienza tra le quattro vittime dello schianto del Chinook in Bosnia
La 32enne, sergente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana e afferente al IX Centro di Mobilitazione di Roma, è morta il 29 ottobre nello schianto a Gorice; a Roma omaggi al Circo Massimo
Laura Procacci aveva 32 anni ed era sergente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Originaria di Montegrosso, frazione di Andria, era laureanda in Medicina e Chirurgia presso l’Università La Sapienza di Roma e afferente al IX Centro di Mobilitazione di Roma. Secondo la Croce Rossa Italiana, Procacci era arruolata dal maggio 2025 e il 28 marzo scorso aveva pronunciato il giuramento individuale di fedeltà alla Repubblica Italiana, risultando la prima donna sottufficiale a compiere tale atto nel Corpo Militare della Croce Rossa Italiana.
Per la giovane era la prima missione internazionale. Aveva conseguito qualifiche operative come Soccorritrice TSSA, Operatrice Mine Risk Education e Operatrice Forward Medevac, e aveva completato il percorso specialistico pre-impiego per EUFOR Althea e il 39° Corso MEDEVAC. Insieme al tenente commissario Franco Adriano Zecchillo, 61 anni, del III Centro di Mobilitazione di Milano, aveva ottenuto l’abilitazione specialistica per gli assetti di evacuazione sanitaria.
La tragedia è avvenuta il 29 ottobre tra le 16 e le 17 nella località di Gorice, nel distretto di Brčko, nel nord-est della Bosnia-Erzegovina. L’elicottero coinvolto era un CH-47 Chinook del primo reggimento “Antares” dell’Aviazione dell’Esercito di Viterbo. Il velivolo era partito il 28 ottobre dall’aeroporto militare Tommaso Fabbri di Viterbo e aveva effettuato uno scalo programmato a Pratica di Mare prima di raggiungere la Bosnia.
Durante il volo di addestramento di routine il Chinook ha perso il controllo, avvitandosi su se stesso con almeno tre rotazioni e virate incontrollate in una spirale discendente, quindi precipitando e spezzandosi. Il velivolo è stato trovato con i carrelli estesi, il motore ancora acceso e senza segni di esplosione o incendio; dal serbatoio è fuoriuscita una grande quantità di cherosene. Testimoni e rilievi preliminari indicano assenza di nubi, vento o pioggia e nessun urto con cavi dell’alta tensione. L’ambasciatrice italiana Sarah Castellani, giunta sul posto, ha riferito che “l’incidente sarebbe avvenuto in fase di decollo dall’aeroporto di Brčko, quindi immediatamente dopo”, pur precisando che la dinamica non è ancora chiara.
A bordo viaggiavano quindici persone, tutte italiane. Oltre a Laura Procacci hanno perso la vita i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, entrambi appartenenti all’AVES di Viterbo, e il tenente Franco Adriano Zecchillo. Altre undici persone sono rimaste ferite, alcune in condizioni serie ma, secondo informazioni ufficiali, nessuna in pericolo di vita.
Il ministero della Difesa ha dichiarato che le cause dell’incidente sono in corso di accertamento. Le indagini dovranno ricostruire gli ultimi istanti di volo, analizzare i rottami e chiarire se fattori tecnici, guasti meccanici o altre circostanze abbiano contribuito alla perdita di controllo del velivolo. Sono previste complesse operazioni di recupero dei corpi e di acquisizione dei resti del mezzo.
Numerosi messaggi di cordoglio sono stati rivolti alle famiglie e alle istituzioni coinvolte. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha espresso profondo cordoglio a nome della Regione e della Croce Rossa. La rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, ha scritto su Instagram ricordando la dedizione di Procacci agli studi e al volontariato e rivolgendo vicinanza alle famiglie delle vittime.
A Roma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Difesa Guido Crosetto hanno deposto un mazzo di rose al Circo Massimo: il Villaggio della Difesa, allestito in vista del 4 novembre, è stato reso luogo aperto di raccoglimento per rendere omaggio ai quattro militari caduti.
Il CH-47 Chinook è uno degli elicotteri da trasporto pesante in dotazione all’Esercito italiano; a seconda della versione può ospitare circa 33-55 militari oltre all’equipaggio ed è caratterizzato da due grandi rotori, anteriore e posteriore, che ne consentono l’impiego per il trasporto di personale e carichi pesanti.